Scuola, si infiamma la protesta e slitta la riforma

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Gli universitari "occupano" la Torre di Pisa, il Colosseo e la Mole Antonelliana. Scontri a Firenze e Milano. Governo ko, alla Camera passa un emendamento di Fli e il voto definitivo sul ddl va al 30 novembre. VIDEO E FOTO

Governo ko, Gelmini minaccia di ritirare la riforma
Da Palermo a Torino, la mappa della protesta
Scontri tra polizia e studenti. I VIDEO
Tutti i monumenti occupati: le foto
STUDENTI IN PIAZZA: L'ALBUM FOTOGRAFICO


E' una protesta tenace quella andata in scena contro la riforma dell'università. Studenti e ricercatori hanno continuato a occupare facoltà e tetti di atenei per far sentire le loro ragioni e hanno dato corpo a una protesta dal forte valore simbolico: hanno occupato alcuni dei principali monumenti del Paese, come a dire la Cultura si riprende la Cultura.
Ed ecco che per qualche ora il Colosseo, la Mole Antonelliana e la Torre di Pisa sono state protagoniste della contestazione dei giovani universitari.
Intanto, mentre nelle piazze italiane andava in scena la protesta, alla Camera Pdl e Lega venivano nuovamente battute su un emendamento di Fli, su cui l'esecutivo aveva reso parere contrario. L'emendamento, all'articolo 16 di cui è primo firmatario Fabio Granata, è passato con 261 no, 282 sì e tre astenuti.
O viene approvato così com'è, o il ddl per la riforma dell'Università sarà ritirato. Queste le parole del ministro dell'Istruzione Gelmini dopo la votazione positiva all'emendamento Fli presentato in Aula il 25 novembre. Un commento il suo arrivato dopo la notizia che il voto finale della protesta è slittato al 30 novembre.

Cronaca di una giornata di protesta

Roma - Circa 2mila studenti hanno sfilato per le strade della città fino a raggiungere la Camera dove hanno dato vita a un sit in. Dopo il presidio alcuni giovani hanno fatto irruzione al Colosseo e lo hanno occupato.

Milano - La protesta milanese si è concentrata nella sede dell'Agenzia delle Entrate. Un gruppo di giovani ha abbandonato il corteo che attraversava Milano per introdursi nel palazzo poco distante dalla stazione Centrale. Qui, dal grande balcone soprastante l'ingresso hanno srotolato uno striscione con la scritta "Più soldi alla scuola meno alla guerra".
Milano, però, è stata anche teatro di scontri tra polizia e manifestanti che hanno accusato le forze dell'ordine di "cariche selvagge", denunciando che almeno 6 o 7 di loro sarebbero stati feriti dalla Polizia.

Torino - Disordini a Torino, dove un centinaio di universitari ha lanciato uova, fumogeni e monetine contro la Polizia e la sede della Regione Piemonte in piazza Castello. In seguito gli oltre mille studenti hanno raggiunto la Mole Antonelliana che hanno occupato riempiendola di striscioni.

Padova - Uno striscione con la scritta "Il ddl va ritirato, non c'è Santo che tenga" è stato esposto sulla basilica di Sant'Antonio. La protesta dei ricercatori e degli studenti dell'Università di Padova è arrivata fino alla chiesa-simbolo della città per la prima volta nella sua storia recente.

Firenze - Il capoluogo toscano è stato protagonista di scontri tra gli studenti e la polizia. Tutto è iniziato con il lancio di uova contro le forze dell'ordine da parte di giovani che al Polo scientifico dell'università di Firenze hanno protestato per la presenza del sottosegretario Daniela Santanché a un convegno sull'immigrazione; contusi 3 studenti e 2 agenti.

Pisa - Alcune decine di studenti universitari si sono staccati da un corteo di circa 2.000 persone e di corsa sono entrati all'interno della Torre Pendente in piazza dei Miracoli. All'esterno centinaia di loro hanno formato un cordone umano per impedire l'accesso ai turisti.

Napoli: chiusa per lutto - In segno di protesta gli studenti dell'Orientale di Napoli hanno occupato Palazzo Giusso, sede dell'Ateneo. Sul portone d'ingresso hanno poi affisso il cartello "Chiuso per lutto". Rettorato occupato alla Federico II.

Palermo - Petardi e fumogeni sono stati lanciati contro il provveditorato e gli studenti hanno bloccato l'ingresso del porto e la stazione centrale delle Ferrovie.

A Bari e Trieste abbraccio simbolico negli atenei - Nella città pugliese, mentre una ventina di studenti occupava la facoltà di Ingegneria all'interno del Politecnico, una catena umana di docenti, ricercatori e studenti, amministratori locali, politici e sindacalisti ha avvolto in un abbraccio simbolico il palazzo dell'ateneo. Analoga iniziativa a Trieste: circa 150 persone si sono strette simbolicamente attorno all'Università.

Tetti occupati - Protagonisti, in questi giorni, della protesta contro il ddl anche i tetti del Paese. Da Palermo a Milano, passando per Messina Salerno, Roma e Parma, gli universitari hanno occupato gli ultimi piani degli atenei. Una protesta la loro che ha trovato anche l'appoggio di alcuni politici italiani come Bersani, Vendola, Di Pietro, Ferrero e una delegazione dei Fli. GUARDA LE FOTO.



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