Reggio, un fascio di luce per combattere la 'ndrangheta

Il messaggio proiettato sulle mura del Castello Aragonese a Reggio Calabria (foto Santo Nicito)
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Per cinque giorni di fila sulle mura del castello Aragonese, simbolo della città calabrese (a pochi passi dalla procura dove a gennaio è esplosa una bomba), un gruppo musicale ha lanciato il messaggio per "suonare la sveglia" i concittadini. LE IMMAGINI

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di Alberto Giuffrè

Primo giorno: "no". Secondo giorno: "alla". Terzo: "'Ndrangheta". Per tre sere consecutive a Reggio Calabria un fascio di luce ha proiettato queste parole sulle mura del Castello Aragonese, simbolo della città. Proprio a pochi metri dalla procura generale colpita il 3 gennaio scorso da un attentato. Il quarto giorno è arrivato il messaggio completo: "No alla 'ndrangheta". L'ultimo, mercoledì 24, il mistero è stato risolto con la proiezione della firma. A organizzare l'"Operazione Luna" (così è stata battezzata) sono stati i Kalafro, gruppo hip-hop e reggae reggino che per combattere la mafia ha scelto l'arma delle canzoni. E del guerrilla marketing.

Ma se un gruppo di cinque ragazzi tra i 20 e i 30 anni si ribellano così, allora non è vero, come dicono in molti, che Reggio Calabria non ha una coscienza civile? "Reggio in questo periodo è come la Palermo degli anni '90. Anche del capoluogo siciliano dicevano che non c'era una coscienza civile. Ma non è affatto vero", spiega uno dei membri del collettivo che preferisce non comparire con nome e cognome "per evitare di personalizzare distogliere l'attenzione del messaggio".

Attenzione che non è mancata per lo meno in Rete dove subito dopo l'inizio dell'operazione è partito il tam tam. "Molti in città si sono chiesti cosa stesse accadendo. "Alcuni militari che presidiano la zona del Castello aragonese hanno apprezzato e si sono complimentati personalmente, non in veste ufficiale".

Qualcuno potrebbe pensare male e dire che è solo una trovata per farsi pubblicità. "Sicuramente c'è un ritorno di immagine ma per noi è importante dare la sveglia alla città. Stiamo organizzando nelle prossime settimane anche altre iniziative insieme al "Museo della 'ndrangheta", un'altra realtà che cerca di combattere la criminalità organizzata. C'è stato qualcuno che non ha apprezzato? Sono arrivate intimidazioni o minacce? "La 'ndrangheta se ne fotte di queste cose. Sa che è una nicchia, almeno per il momento".

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