Gli ispettori Ue a Napoli: "In due anni nulla è cambiato"

Napoli, 22 novembre
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Duro il giudizio di Bruxelles dopo i controlli: "La situazione è disastrosa". Napolitano: “Non ho mai ricevuto il testo del dl sui rifiuti". Intanto la città affoga in 2900 tonnellate di spazzatura: per gli esperti è allarme "igienico-sanitario"

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"Dopo due anni la situazione non è  molto diversa. I rifiuti sono per le strade, non c'è ancora un piano di trattamento e gestione della differenziata". Così il capo degli ispettori Ue, Pia Bucella, dichiara da Napoli dopo aver completato le indagini per conto della Commissione Europea sulla gestione del ciclo dei rifiuti. La missione dei tecnici, infatti, segue alla condanna dell'Italia da parte della Corte europea di giustizia per il mancato rispetto delle regole sulla gestione dei rifiuti.
"Siamo davanti a un caso di non gestione del ciclo dei rifiuti - ha detto Pia Bucella - siamo del tutto favorevoli a liberare i fondi non appena vi sarà un piano di gestione adottato e implementato", ma, ha precisato "non basterà solo un piano adottato, vogliamo avere la certezza che il piano di gestione venga attuato sul territorio".

Lungo le strade della città si contano ancora 2900 tonnellate di rifiuti e la situazione potrebbe nettamente peggiorare: se non si riuscirà a conferire, si arriverà a una quantità di 3600 tonnellate di immondizia non raccolta. Nel centro storico, come nei quartieri Posillipo e Chiaia, la scena non cambia: cumuli, enormi, dovunque. L'assessore all'Igiene Urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli, parla di una "situazione molto, molto grave". "Al momento da parte degli organi preposti, vale a dire l'Asl e l'Arpac, non è pervenuta alcuna comunicazione relativa a casi di emergenza sanitaria - spiega - ma è un dato che, se non saranno previsti nuovi conferimenti, l'immondizia resterà in strada".

Il monito di Napolitano - Intanto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano precisa di non aver mai ricevuto il testo del decreto legge sui rifiuti in Campania approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri, e non ha quindi avuto modo di esaminarlo.
E' quanto si legge in una nota del Quirinale, che arriva mentre è polemica all'interno del Pdl sulla questione rifiuti, con il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna che ha annunciato le proprie dimissioni.
"La presidenza della Repubblica non ha ricevuto e non ha quindi potuto esaminare, né prima né dopo la riunione del Consiglio dei Ministri di giovedì 18 novembre, il testo del decreto-legge sulla raccolta dei rifiuti e la realizzazione di termovalorizzatori in Campania, che sarebbe stato definito dal Governo. Il capo dello Stato si riserva pertanto ogni valutazione sui contenuti del testo quando gli verrà trasmesso". Questo il testo del comunicato del Colle. Il decreto legge per l'emergenza rifiuti introduceva "misure volte ad accelerare la realizzazione di termovalorizzatori" in Campania, attribuendo al presidente della Regione Stefano Caldoro "poteri commissariali", così come si leggeva nel comunicato di palazzo Chigi diffuso al termine della riunione. Il dl si propone di "assicurare il superamento della criticità rifiuti in Campania". Tra l'altro il decreto contiene "la cancellazione delle discariche di Terzigno-Cava Vitiello, Andretta, Serre-Valle della Masseria".

Il nodo discariche - Il punto è sempre lo stesso: l'assenza di discariche (a Napoli c'è solo quella di Chiaiano dove il conferimento è di circa 700 tonnellate al giorno) e, di conseguenza, la saturazione degli impianti Stir di Giugliano e Tufino dove sversa Napoli. Un dato su tutti: lunedì mattina all'impianto Stir di Giugliano è riuscito a scaricare un solo mezzo proveniente da Napoli, vale a dire circa 12 tonnellate; sei, complessivamente i mezzi a Tufino. "Gli Stir stanno lavorando a ritmo molto, molto ridotto - ribadisce Giacomelli - questo vuol dire che entro lunedì riusciremo a togliere dalle strade di Napoli un centinaio di tonnellate, vale a dire quasi nulla". Centrale, a questo punto, la possibilità di sversare in altre discariche della Campania o d'Italia. Intanto, nella notte tra domenica 21 e lunedì 22 novembre, 41 mezzi hanno regolarmente sversato alla discarica Cava Sari di Terzigno.

Il termovalorizzatore di Salerno -  Per quanto riguarda invece il nuovo termovalorizzatore di Salerno, secondo il presidente della provincia salernitana Edmondo Cirielli, potrebbe essere realizzato entro due anni. Intervistato da SkyTG24 Cirielli ha spiegato: "Fino al 31 gennaio si potrà partecipare alla gara alla quale sembrano interessate anche molte imprese straniere. Poi ci vorrà circa un mese, un mese e mezzo, per valutare le offerte. E ci vorrà circa un anno e mezzo per costruirlo" infine, "al massimo entro due anni si potrebbe avere il termovalorizzatore".

Cirielli critica poi il segretario del Pd Pierluigi Bersani che "in pieno Consiglio dei ministri è andato a chiedere che la gestione della costruzione del termovalorizzatore venisse tolta alla provincia per avere più trasparenza". L'intera procedura dell'indizione della gara d'appalto, insiste Cirielli, è stata invece "molto corretta" anche perché è stata seguita dall'assessore all'ambiente Giovanni Romano "che è uomo molto ben visto anche dalle associazioni ambientaliste.

Gli esperti: "Pericoli per la salute" - Intanto dagli esperti arriva l'allarme per la salute dei cittadini napoletani. Di "pericolo igienico-sanitario che può trasformarsi in un serio rischio per la salute"parlano Maria Triassi, del Dipartimento di Igiene della Federico II, e Andrea Simonetti, entrambi membri della Società italiana di Igiene. "Serve un intervento immediato - affermano - perchè Napoli versa in una condizione grave a causa dei rifiuti per strada che rappresentano un grande disagio per i cittadini". I rischi connessi all'emergenza, spiegano, sono legati "alla presenza di randagi, ratti, blatte e insetti". "Questi ultimi - sottolineano - sono vettori di malattie infettive gastro-intestinali". Per questo lanciano un appello alle autorità affinché "intervengano con urgenza".

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