'Ndrangheta, arrestata in Calabria la "cricca" degli appalti

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Associazione mafiosa, estorsioni, ricettazione, detenzione di armi e danneggiamenti: sono queste le accuse che hanno portato ai 7 fermi e all'interdizione di diversi imprenditori. Il giro di affari si attesterebbe intorno ai 6 milioni di euro

Sette persone arrestate e 30 imprenditori sottoposti ad un provvedimento di interdizione, per 60 giorni, dalle loro attività.
E' questo il bilancio di un'operazione antimafia della Dia di Reggio Calabria che ha eseguito nella mattina di mercoledì 17 novembre due provvedimenti, fra loro correlati, emessi dal gip distrettuale della città.
Gli arrestati devono rispondere di associazione mafiosa, estorsioni, ricettazione, detenzione di armi e danneggiamenti.
Gli imprenditori interdetti operano nel settore degli appalti pubblici. Le indagini della Direzione Investigativa Antimafia, hanno consentito di scoprire un sistema di pesante condizionamento nell'aggiudicazione degli appalti pubblici nella provincia.
Undici gli appalti sotto esame, per circa 6 milioni di euro. Si tratta, in particolare, di lavori affidati da enti locali del reggino, per importi variabili dai 300.000 al milione e mezzo di euro, per la sistemazione di piazze e strade o per la costruzione di tratti fognari. Fra i destinatari dei provvedimenti esponenti della 'ndrangheta, ma nessun amministratore pubblico.

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