Omicidio di Sarah, Sabrina Misseri resta in carcere

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Rigettato il ricorso della cugina della ragazza di Avetrana uccisa il 26 agosto. Intanto emerge la testimonianza di una vicina che aggraverebbe la sua posizione. La madre della vittima: "Non provo odio ma pena per la famiglia Misseri"

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Sabrina Misseri resta in carcere. Il tribunale del riesame di Taranto ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa della ragazza accusata di sequestro di persona e concorso nell'omicidio della cugina Sarah Scazzi.
Il Tribunale (presidente De Tommasi, a latere Di Michele, che è anche relatore, e Ruberto) ha depositato il solo dispositivo della decisione. Le motivazioni saranno rese note entro 5 giorni.

E proprio dalla documentazione depositata dalla Procura al tribunale del Riesame, emerge un episodio che potrebbe contribuire ad aggravare la posizione della cugina di Sarah.  Una frase che Sabrina Misseri avrebbe sussurrato in un orecchio ad un'amica di famiglia, ma che potrebbe rivelarsi fatale: "Papà ha confessato, io sono stata più brava".
E' un episodio che sarebbe avvenuto il 6 ottobre, la sera in cui Michele Misseri, il papà di Sabrina, è crollato sotto interrogatorio al comando provinciale dei carabinieri di Taranto, confessando il delitto e facendo ritrovare più tardi il cadavere della nipote.

La mamma: "Non provo odio, ma pena" - "I giudici hanno preso atto dei gravi indizi su Sabrina, mi sembra giusto che vada così" è il commento della mamma di Sarah alla decisione del Riesame. E riguardo alla famiglia Misseri: "Non provo odio per loro, provo pena", dice la donna, che sulla possibilità che la sorella Cosima, madre di Sabrina, sappia qualcosa che ancora non ha detto, risponde soltanto "Presumo di sì".

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