Rifiuti, Iervolino lancia l’appello: "La provincia ci aiuti"

Un cumulo di rifiuti in Corso Vittorio Emanuele a Napoli
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Il sindaco di Napoli si rivolge ai comuni per risolvere il problema della spazzatura: “Del resto noi accogliamo i malati delle altre province…”. In strada ancora mille tonnellate di immondizia, ma a Terzigno la protesta contro la discarica non si ferma

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“Nella notte sono state depositate solo le solite 600 tonnellate di rifiuti a Chiaiano. Questo significa che mille tonnellate sono ancora a terra". Il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, fa il punto dell'immondizia per le strade della città. "Speriamo che venga fuori una soluzione - ha commentato il sindaco - ma la soluzione non può che passare attraverso la solidarietà delle altre province campane". "E' impossibile che in tutta la Campania - ha affermato Iervolino - non ci siano posti sicuri e lontani dai centri abitati nelle province di Caserta, Benevento e Avellino, dove poter realizzare quelle che Caldoro ha saggiamente definito minidiscariche". "Del resto quando i malati delle altre province vengono a Napoli - ha aggiunto - sono accolti. Ora che la città e la provincia hanno bisogno delle altre realtà territoriali credo che un pizzico di solidarietà debba venire fuori".

Ma la risposta dalla provincia non si è fatta attendere. Un folto gruppo di cittadini di Terzigno (Napoli), ha effettuato un nuovo sit-in di protesta al municipio per manifestare contro la discarica di Cava Sari. I manifestanti hanno poi richiesto un Consiglio comunale straordinario durante il quale discutere dell'esito delle analisi rese note ieri sulla falda acquifera sottostante la discarica. “I nostri amministratori  - spiegano dai comitati civici contro la discarica - dovranno delucidare la popolazione sull'esito di queste analisi, che provano l'inquinamento della falda acquifera. Ma anche dell'accordo siglato in prefettura con il resto dei sindaci del vesuviano, che continuano a scaricare in un sito che, secondo noi, va immediatamente bonificato, come dimostrano le analisi".

Tuttavia l’Arpac ha precisato che la composizione chimica dei campioni analizzati non porta a ritenere che i superamenti riscontrati "siano correlabili ad infiltrazioni di percolato in falda", in riferimento alle analisi condotte sulla falda acquifera sottostante la discarica di Cava Sari a Terzigno (Napoli), aggiungendo che l'eventuale infiltrazione comporterebbe "il riscontro di quantità elevate di solfati, e cloruri, che, almeno nelle analisi sin qui condotte, rientrano tutte nei limiti".

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