Fragile Italia

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Sei milioni di italiani vivono in 29.500 chilometri di territorio considerato ad elevato rischio idrogeologico: 1,2 milioni di edifici sono minacciati da frane e alluvioni. Questa la fotografia del Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi

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"L'Italia è un territorio fragile: le aree ad elevata criticità idrogeologica rappresentano il 10% della superficie italiana e riguardano l'89% dei Comuni. La tutela della popolazione residente in queste aree, il risanamento idrogeologico del territorio, e la messa in sicurezza del patrimonio degli eventi disastrosi diventano prioritarie per il Paese".
Sono queste le priorità indicate in occasione della recente presentazione del primo Rapporto, realizzato dal Consiglio nazionale dei geologi con la collaborazione del Cresme.

Secondo lo studio, sono circa 6 milioni gli italiani che abitano nei 29.500 chilometri quadrati del nostro territorio considerati ad "elevato rischio idrogeologico", ovvero dove eventi naturali possono determinare effetti nefasti per cose e persone quando interferiscono con la sfera delle attività umane. In Italia, precisa lo studio, 1.260.000 edifici sono "a rischio frane e alluvioni". Di questi oltre 6mila sono scuole, mentre gli ospedali sono 531, secondo un'elaborazione su dati Istat 2010 e ministero dell'Ambiente 2008.

Della popolazione a rischio - precisa il Rapporto presentato il 13 ottobre - il 19%, ovvero oltre un milione di persone, vivono in Campania, 825mila in Emilia Romagna, e oltre mezzo milione in ognuna delle tre grandi regioni del Nord: Piemonte, Lombardia, e Veneto. "E' in queste regioni, insieme alla Toscana - hanno sottolineato infine i geologi - dove persone e cose sono maggiormente esposte a pericoli, per l'elevata densità abitativa e per l'ampiezza dei territori che registrano situazioni di rischio".

Sul fronte dei costi, il rapporto del Consiglio nazionale dei geologi con Cresme, ha stimato un valore dei danni causati da eventi franosi ed alluvionali dal dopoguerra ad oggi attorno ai 52 miliardi di euro; costo che sale a 213 miliardi euro se si tiene conto anche dei terremoti.

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