Alluvione Veneto, sul web rabbia e solidarietà

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Su Facebook diversi gruppi raccolgono fondi per le popolazioni colpite dal disastro, mentre su Youtube decine di video ne raccontano il dramma. E tanti chiedono "all'Italia" di intervenire

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di Ettore Bisnaghi

C’è un video che va forte su YouTube e non riguarda l’ultimo singolo di LadyGaga. Si chiama “Per non dimenticare - alluvione veneto 2010 -appello allo stato italiano!”, in pochi giorni ha raccolto migliaia di contatti e sembra ben rappresentare lo stato d'animo di tanti veneti. Virati in bianco e nero, scorrono campi allagati, città e auto sommerse, persone che scavano nel fango cercando le suppellettili di casa. Dai sottotitoli del filmato e dai commenti sottostanti si avverte la sensazione di abbandono della popolazione; il caso, malgrado le dimensioni – tre morti, un miliardo di danni, ettari e ettari di coltivazioni andate a male, migliaia di sfollati - non ha trovato infatti molto spazio nei media nazionali. E più in generale, il video rivendica: "Il Veneto ha sempre dato molto all'Italia, quasi sempre senza chiedere molto in cambio. Italia ora è il momento di contraccambiare!". Una polemica, questa, che sembra venire da lontano

Su YouTube e anche su YouReporter, sito in cui i contenuti vengono caricati dai cittadini, si trova tantissimo materiale. Tantissime le iniziative di solidarietà e mutuo soccorso: alla community “Sos Veneto - Alluvione 2010” , per esempio, partecipano migliaia di persone. Sulla bacheca per scelta non vengono pubblicati foto e video in modo da lasciare spazio agli appelli di chi ha bisogno di aiuto, mentre nelle “Note” si trovano tutti i riferimenti sui centri di raccolta più vicini per chi vuole donare vestiti o mobili, i numeri di telefono da chiamare per i soccorsi, e quelli di conto corrente per chi vuole versare un contributo.

Gli stessi amministratori del gruppo, hanno messo in piedi anche un sito web su Google Sites, denominato “Emergenza alluvione Veneto”. Un altro gruppo Facebook simile al precedente, si chiama “Alluvione Veneto 2010-Flood Veneto 2010” raccoglie migliaia di persone e ospita tantissime foto.

Da un social network all'altro, su Twitter, i messaggi relativi all’argomento si susseguono senza posa tra voglia di ottimismo e orgoglio locale. “Almeno la vendemmia siamo riusciti a farla – scrive @peccatidigola”. “Ho visto sindaci in mezzo al fango. Non ho visto nessuno pregare Padre Pio aspettando. Questo è il veneto – rivendica @theMrRoswel”.

Uno dei profili più aggiornati, con tweet e link sulla calamità è quello di Ecosistema 2.0, una community di networking locale. C’è anche un account dedicato, @alluvioneveneto, che rimanda a un sito dove vengono pubblicate in tempo reale e geo riferite su una mappa, le segnalazioni dei cittadini. Il sito si appoggia a Ushahidi, una piattaforma per lo scambio di informazioni in caso di disastri nata in Africa e utilizzata ormai in tutto il mondo. Segno che in rete la solidarietà non conosce confini.

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