Zonin: "Se i fondi non arriveranno, ce la caveremo da soli"

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Il presidente della Banca popolare di Vicenza dà voce al malcontento dei suoi concittadini. "Governo e mezzi di informazione non hanno capito la gravità della situazione, ma il Veneto se la caverà", dice a Sky.it

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di Cristina Bassi

"Per far fronte a un miliardo di euro di danni i 10 milioni previsti dal governo per aiutarci sono a dir poco una cifra esigua. Ma i veneti sono abituati a risolversi i problemi, se i fondi non arriveranno, ce la caveremo da soli". Gianni Zonin, 72 anni, Cavaliere del lavoro, oltre che presidente della casa vinicola di famiglia dal 1996 è alla guida della Banca popolare di Vicenza. Da giorni gira per le zone sott’acqua, quelle colpite dall’alluvione che ha causato tre morti e 5 mila sfollati e ha distrutto migliaia di case e messo in ginocchio decine di aziende. La voce di Zonin è quella del Veneto produttivo e pragmatico.

Vi sentite abbandonati da Roma?
Non siamo abituati a lamentarci. Certo, c’è malcontento per quei 10 milioni. È una cifra esigua, così la gente si avvilisce. Credo che non ci si sia resi conto della gravità della situazione, non è possibile che i fondi si limitino a una manciata di milioni. Sono sicuro che arriveranno altri fondi.

Qual è l’umore dei suoi concittadini?
Ho notato rammarico per il ritardo con cui sono stati avvisati del pericolo imminente. Quando la situazione stava precipitando, il giorno prima del disastro con tutta quella pioggia, qualcuno avrebbe dovuto informarci del rischio di alluvione: avremmo salvato qualcosa in più.

Come sta reagendo la gente?
Ho visto persone intente a sistemare, a recuperare le cose sommerse, con il badile in mano per spostare il fango, con tanta forza e voglia di fare. Non ho visto nessuno con le mani in mano a recriminare. I veneti sono straordinari nell’affrontare le situazioni critiche, spero che anche il governo si muova e che arrivino aiuti adeguati. Comunque sappiamo di potercela fare.

Come?
Dal giorno successivo al disastro tutti qui si sono mossi come potevano. I privati, le associazioni di categorie, le banche come la nostra. Noi abbiamo erogato prestiti a tasso agevolato per 100 milioni di euro a favore delle famiglie e delle aziende colpite e abbiamo loro sospeso le rate dei mutui per 18 mesi. Tutto è utile per aiutare chi ha sofferto di più, anche l’eventuale trattenuta dell’Irpef in Regione e qualunque interveto delle istituzioni.

L’emergenza più stringente?
Per tutti è il lavoro. La cosa più urgente sono gli interventi sulle aziende per farle ripartire.

Crede anche lei che i mezzi di comunicazione, i politici e gli italiani in genere abbiamo trascurato quello che è successo in Veneto?
Gli italiani si sono sempre dimostrati generosi in questo tipo di situazioni, da Nord a Sud, però non sono stati informati subito della gravità di quello che ci stava succedendo. Quanto ai politici, i veneti sono un popolo concreto: non ce la siamo presa col padreterno per tanta pioggia, non ce la prendiamo con questo o quel governante. Pensiamo solo a risollevarci.

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