Bondi riferirà su Pompei: se avessi sbagliato mi dimetterei

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Il giorno dopo il crollo della Domus e l'ira di Napolitano è polemica. L’opposizione e i finiani chiedono le dimissioni del ministro, che annuncia: “Spiegherò in Parlamento”. Una guida denuncia: “I fondi non sono stati usati per la tutela del patrimonio”

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Il giorno dopo il crollo della Schola Armaturarum ci si interroga, infatti, sullo stato dei beni culturali del Paese. E imperversa la polemica. E la rabbia. Come quella espressa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che appresa la notizia ha dichiarato senza mezzi termini: " E' una vergogna ". Il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, contro il quale sono piovute le polemiche, sostiene invece che il problema sia invece la mancanza di fondi e la mancanza di professionalità adeguate con capacità manageriali. "Per quanto mi riguarda, riferirò immediatamente al Parlamento rispetto a quanto ho potuto verificare e conoscere dopo l'incontro avvenuto a Pompei, sulla base di un atteggiamento di serietà e di responsabilità”. Rispondendo a Napolitano ha poi detto: "Se avessi responsabilità sarei il primo a dimettermi. Ho invece un grande lavoro da rivendicare".

Ma il Partito Democartico non ci sta. "Aspettiamo in audizione mercoledì il ministro Bondi alla commissione cultura del Senato. Dopo l'immane tragedia culturale accaduta a Pompei ci aspettiamo che il ministro dei Beni culturali arrivi dimissionario o che nel frattempo siano cortesemente messi alla porta i responsabili di quanto è accaduto". E' quanto dichiara Vicenzo Vita, componente del Pd in commissione Cultura.

Ma contro il ministro si scaglia anche Fabio Granata, deputato di Futuro e Libertà, nel corso del suo intervento alla convention a Perugia . "Non è possibile che  Pompei, un patrimonio dell'Italia e del mondo, finisca così. Il ministro Bondi deve dimettersi, sta distruggendo la cultura".

A prendere le difese del ministro è invece il portavoce del Pdl Daniele Capezzone: "Il ministro Bondi è oggetto, in queste ore, di attacchi che hanno il sapore dello sciacallaggio e della disonestà intellettuale.  Tutti conoscono una situazione delicata che proprio questo Governo sta cercando di fronteggiare. E' avvilente che perfino su questo vi sia chi cerca di speculare e lanciare polemiche velenose". 

Intanto SkyTG24 è riuscito a intervistare una guida turistica degli scavi archeologici di Pompei. Santiago Faraone Mennella afferma: "Possiamo tranquillamente dire che ci sono dubbi su come siano stati spesi i fondi". "Dal 2008 a oggi sono stati destinati agli scavi di Pompei circa 80 milioni euro" dichiara Mennella. "Tuttavia - aggiunge - molti di questi soldi sono stati spesi per eventi non legati strettamente alla conservazione e alla tutela del patrimonio. Quanto piuttosto a crearne un'immagine spendibile sui media".


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