Internet, dal 1° gennaio il wi-fi torna libero

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Il governo cancella il decreto Pisanu, che limita la possibilità di collegamenti senza fili negli esercizi pubblici. Perplesso il procuratore antimafia Piero Grasso: "Grave danno per le indagini"

Il decreto Pisanu non verrà rinnovato alla sua scadenza, il 31 dicembre e dunque a partire dal primo gennaio 2011 il wi fi dovrebbe tornare libero in Italia. Lo ha annunciato Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi: "Da qui a dicembre valuteremo quali siano gli adeguati standard di sicurezza, ma dal primo gennaio gli utenti saranno liberi di collegarsi al wi-fi senza le restrizioni introdotte cinque anni fa, oggi ampiamente superate". Il ministro dell'Interno aveva già reso nota l'intenzione di accelerare sulla liberalizzazione del wi-fi.

Il provvedimento, varato dall'ex ministro degli Interni nel 2005, prevedeva una serie di restrizioni per chi navigava in Internet. Tra i limiti, imposti per motivi di sicurezza, l'obbligo per chi offriva hot spot gratuiti per collegarsi alla rete di registrarsi in questura e di chiedere ai propri clienti i documenti. Un ostacolo burocratico che, secondo molti esperti , ha negli ultimi anni limitato lo sviluppo della rete italiana. Come ormai accade in tutti i paesi europei, dal nuovo anno i tavolini di bar e caffè dovrebbero essere pieni di utenti che navigano sui propri portatili mentre sorseggiano qualche bevanda.

Entusiasmo in rete
- La notizia viene accolta nel web italiano con soddisfazione. Sia su Twitter che su Friendfeed diversi utenti si dicono contenti di un risultato molto atteso dai navigatori italiani. Sul suo blog, Guido Scorza , esperto di diritto e web, esprime soddisfazione, anche se ricorda che oggi l'Italia non ha raggiunto un particolare traguardo ma si è solo messa alla pari con gli altri paesi europei.

Irritazione della procura antimafia - Ma se la rete italiana plaude alla decisione di Maroni, parole critiche arrivano dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Secondo il magistrato l' accesso libero alle postazioni wi-fi e agli internet point porterebbe a "ridurre moltissimo la possibilità di individuare tutti coloro che commettono reati attraverso Internet". Grasso ha ricordato che "il decreto Pisanu  stabiliva le regole precise per l'identificazione di coloro che usano le reti Internet". "Bisogna rendersi conto - ha concluso il procuratore - che dietro queste reti wi-fi e internet point ci si può nascondere benissimo nella massa degli utenti non più identificabili e si possono trovare anche terroristi, pedofili e mafiosi".

Tolti tutti gli ostacoli?
- Ma non tutti i limiti previsti dal decreto Pisanu potrebbero decadere a partire dal 1 gennaio. Interpellato da Alessandro Gilioli sul sito de L'Espresso il responsabile Internet del Pdl Antonio Palmieri , spiega infatti che bisogna "contemperare le esigenze della libera navigazione con quelle della sicurezza". Il deputato spiega, insomma, che nei prossimi mesi il governo dovrà trovare una soluzione per riuscire comunque a identificare (e far identificare) chi si connette senza fili da un luogo pubblico. Secondo Palmieri in ogni caso si tratta di un passo avanti: "Intanto si fa piazza pulita di tutte le carte e di tutte le burocratizzazioni che finora hanno caratterizzato quasi ovunque la navigazione Wi-Fi. Poi verrà meno l'obbligo per il gestore di chiedere l'autorizzazione alla questura."

Ascolta l'intervista al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.


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