Il fidanzato di Nadia Macrì: "Siamo tranquillissimi"

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E' questo il commento di Davide Mascari sulla vicenda che ha visto coinvolto l'escort su presunti festini e notti di sesso a casa di Berlusconi. Intanto la procura di Milano smentisce di aver vietato la conferenza stampa della ragazza

Foto - Berlusconi e le donne - Ruby Rubacuori - Nadia Macrì
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"Siamo tranquillissimi, ma non possiamo rilasciare alcuna dichiazione, solo un po' di stress ma niente di particolare".
E' questo il commento di Davide Mascari, il fidanzato di Nadia Macrì, sulla vicenda che ha visto coinvolto la escort che con le sue dichiarazioni ha contribuito ad aprire una nuova inchiesta sui presunti festini a casa del presidente del Consiglio.
E proprio oggi, giovedì 4 novembre la escort 27enne, che avrebbe avuto rapporti con il premier, ha deciso di annullare una conferenza stampa in programma a Reggio Emilia perché non può rivelare fatti al centro di un'inchiesta.
Alla donna, hanno reso noto i suoi avvocati, "è stato imposto, dall'autorità giudiziarie dalla quale è stata chiamata, il divieto di divulgare i fatti e le circostanze oggetto dell'indagine ed in merito ai quali è stata sentita". Ma la Procura ha smentito che vi fosse un divieto in tal senso: "I veti preventivi non sono conosciuti nel nostro ordinamento: possiamo solo secretare gli interrogatori" ha detto il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati.
"Tutto quello che è nel registro degli indagati non può essere comunicato, per ragioni istituzionali devo tuttavia dire che il presidente del Consiglio non è indagato" ha fatto inoltre sapere il procuratore.

Il nome della escort sarebbe stato fatto agli inquirenti da Perla Genovesi, ex assistente di un parlamentare del Pdl, che dopo l'arresto nei mesi scorsi con l'accusa di traffico di droga avrebbe deciso di collaborare con la giustizia, raccontando ai pm di Palermo di festini a base di sesso e cocaina in ambienti del partito a Roma e Milano.
Gli atti sono stati trasferiti per competenza territoriale a Milano, dove i magistrati indagano anche sul caso di Ruby, la giovane marocchina che avrebbe partecipato, ancora minorenne, ad almeno una festa in una delle residenza di Berlusconi e a cui il premier ha ammesso di essersi interessato per il suo affidamento ad una consigliera regionale del Pdl, quando la ragazza è stata fermata e portata in questura a Milano nel maggio scorso.

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