Giugliano, viaggio nel paese delle 40 discariche

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L'immondizia portata dallo Stato e i rifiuti tossici gestiti dai Casalesi. L'economia locale, basata sull'agricoltura, in ginocchio. Le promesse non mantenute fatte dalle alte cariche e i cittadini esasperati. Reportage di SkyTG24 dalla "Terra dei fuochi"

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40 discariche e 200 pozzi da chiudere in 15 chilometri quadri: viaggio nella campagna di Giugliano, tra Napoli e Caserta, dove continua la protesta contro l'apertura dei centri di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti.
Una zona che gli abitanti hanno soprannominato "Terra dei fuochi", perché, dal 2003, le notti sono illuminate dai falò di rifiuti portati dalla camorra.
Ma che è stata anche definita "Terra delle mille discariche" da Legambiente: l'immondizia portata dallo Stato ed i rifiuti tossici gestiti dal clan dei Casalesi hanno piegato l'economia del luogo, basata su agricoltura e pastorizia.
Per i cittadini, le promesse delle alte cariche, da Bertolaso a Berlusconi, sono finite con un nulla di fatto. Per questo continuano a scendere in strada per bloccare, con sit-in e cartelloni, l'arrivo dei camion carichi di spazzatura.

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