Zaia: "Il Veneto è in ginocchio, dobbiamo farlo sapere"

Cresole, provincia di Vicenza
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Il presidente della Regione lancia un grido di allarme dopo l'alluvione che ha colpito il nord-est. Sono 121 i comuni interessati, 3000 gli sfollati. Due nuove vittime. GUARDA IL VIDEO DELLE ZONE ALLAGATE

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Il Veneto grida aiuto. La pioggia si è spostata al Sud e ha lasciato il posto a un pallido sole, ma non ci sono urla di vittoria nella terra del 'modello' economico che ha fatto storia. C'è la conta dei tributi umani, con due vittime e un disperso. Ci sono i danni per decine e decine di milioni di euro, le famiglie che aspettano ancora l'elettricità nelle abitazioni, le strade invase ancora dall'acqua e ettari di terreno agricolo che sembrano piscine.

"Il Veneto è in ginocchio e dobbiamo farlo sapere". A lanciare l'allarme, dopo il violento alluvione dei giorni scorsi, è il presidente della Regione Luca Zaia. L'ex ministro ha ricordato che ci sono 3000 sfollati che soffrono per le conseguenze dell'esondazione dei fiumi Retrone e Bacchiglione. Mentre i danni stimati al momento sono di almeno 100 milioni di euro.

Intanto, all'indomani dell'arrivo dell'esercito nelle zone colpite dal maltempo, fanno discutere le dichiarazioni critiche di Guido Bertolaso: "Questa sciagura si poteva evitare se fossero state fatte, non solo qui ma in tutta Italia, le opere di messa in sicurezza che noi chiediamo da qualche anno".
Parole che hanno scatenato la reazione immediate di Giancarlo Galan, ministro dell'agricoltura: "Bertolaso dimostra di non conoscere adeguatamente le opere di prevenzione, di salvaguardia e di difesa del territorio messe in atto dalla Regione Veneto in anni recenti", ha detto l'ex Governatore del Veneto.

Tra il botta e risposta si inserisce la lettera di Zaia al Governo con una richiesta di stanziamento straordinario: "In 72 ore - si legge nel testo spedito a Roma - incontrollabili precipitazioni hanno messo in ginocchio l'intera economia regionale, creando pesanti disagi a tutta l'area settentrionale delle penisola. 50 centimetri d'acqua caduti nelle sole zone di pianura contro i 20 centimentri del 1966; 121 Comuni colpiti, 3.000 sfollati; più di 20 argini rotti con conseguenti tracimazioni; innesco di fenomeni franosi su più versanti; intere parti di città capoluogo sommerse dall'acqua.

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