Ruby a Portofino, il questore in procura

Ruby
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La ragazza ora maggiorenne figurerebbe nell'inchiesta sulla prostituzione d'alto bordo a Milano sin dal 2009. Ilda Boccassini indaga su quanto accaduto la notte del 27 maggio. Altro possibile fronte d'indagine a Palermo

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Ruby, le indagini e le indiscrezioni - E' stato sentito per circa un paio d'ore l'ex questore di Milano Vincenzo Indolfi, convocato l’1 novembre negli uffici della polizia giudiziaria, in piazza Umanitaria, dal Procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Antonio Sangermano per far luce su quanto accadde la notte tra il 27 e il 28 maggio. Notte in cui Ruby venne portata negli uffici di via Fatebenefratelli e, dopo la telefonata giunta da Palazzo Chigi che indicava la giovane come nipote del presidente egiziano Mubarak, affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti che si era offerta di occuparsi di lei.
E proprio il nome di Karima El Mahroug compare in un'indagine partita nel 2009 e poi ampliatasi dopo le ultime dichiarazioni della stessa Ruby. Il procedimento riguarda un giro di escort d'alto bordo legate al mondo dei vip dello spettacolo e dei locali più alla moda di Milano. Il nome della giovane, secondo quanto si è appreso, appare in alcuni accertamenti tecnici che evidenzierebbero suoi incontri con imprenditori in un hotel di lusso del centro. Incontri a pagamento, che non sarebbero stati isolati o d'iniziativa ma coordinati all'interno di una più ampia rete di conoscenze e amicizie gestite, secondo le accuse, da alcuni nomi noti e meno noti. Secondo le risultanze degli investigatori, che seguono l'indagine, e secondo anche alcune successive dichiarazioni che sarebbero state rilasciate da Ruby dopo i fatti di maggio, nel procedimento ci sarebbero anche i nomi di Lele Mora e di Nicole Minetti.

Dalla Sicilia - Intanto si prospetta un altro potenziale filone d'indagine. La procura di Palermo starebbe cercando riscontri alle dichiarazioni di Perla Genovesi, ex assistente di un senatore del Pdl, che avrebbe riferito di escort che frequentavano Villa Certosa.

Cosa è successo in questura il 27 maggio scorso? - Intanto lunedì mattina Indolfi, che nei giorni scorsi ha preparato una relazione sulla vicenda per il Viminale, nel faccia a faccia con i pm avrebbe spiegato di come seppe della telefonata di Silvio Berlusconi - venne immediatamente informato dal capo di gabinetto Pietro Ostuni - e della seconda chiamata arrivata dalla presidenza del Consiglio (il caposcorta del premier) e, poi, della procedura seguita dai funzionari fino al 'rilascio' della ragazza. L'ex questore avrebbe ripercorso passo passo, e in base alle relazioni degli agenti che quella notte si occuparono del caso, quel che accadde in quelle ore dall'ingresso di Ruby in Questura fino a quando venne affidata nelle mani di Nicole Minetti. Una testimonianza, quella di Indolfi, che sarebbe stata a tratti anche tesa e che ha innescato voci definite dagli inquirenti "infondate" su una sua possibile iscrizione nel registro degli indagati. Una testimonianza che si aggiunge a quella di due giorni fa di Pietro Ostuni e del commissario capo Giorgia Iafrate, e che è fondamentale per gli accertamenti.

Dal Tribunale dei minori denunciano: nessun ok all'affidamento -I pm dovranno sciogliere alcuni nodi: non solo se ci furono o meno "pressioni" dalla Presidenza del Consiglio ma se i poliziotti rispettarono le disposizioni date dal pm dei minori di turno Annamaria Fiorillo che, da fonti vicino alla Procura dei Minori, aveva espresso perplessità circa la parentela 'illustre' della giovane e aveva disposto e "ribadito più volte" di collocarla in comunità. Diversa la versione della Questura che afferma che venne data l'autorizzazione ad affidare la minorenne alla Consigliera Minetti. Quella sera, inoltre, a causare l'accompagnamento in Questura di Ruby fu un'ingenuità della ragazza. Perché lei, dopo la lite nel centro estetico di corso Buenos Aires e l'intervento della polizia, aveva subito dato le sue vere generalità (pur non avendo i documenti) agli agenti della Volante, dalle quali era così risultato un ordine di rintraccio a suo carico per scomparsa da una comunità protetta.

Ruby compie 18 anni e vende le foto in esclusiva - 1 novembre 2010. Ruby, o meglio, Karima El Mharoung, diventa maggiorenne. "Non significa molto avere compiuto 18 anni, perché io mi sono sempre sentita donna. Donna e basta, né bambina, né ragazza. Donna. E ho sempre badato a me stessa". Parla con orgoglio Karima che diventa maggiorenne. "Di quello che dice la gente non mi importa nulla, possono chiamarmi come vogliono, darmi dei 'titoli'. In Marocco si dice: chi pensa a ciò che dice la gente non si riempie il piatto. E io la penso esattamente così". La bella marocchina, che ha scelto di festeggiare la maggiore età a Portofino, ha deciso di stare per un po' alla larga dal capoluogo lombardo. Milano è una città che in questi giorni è meglio non frequentare..." ironizza.
Ma i festeggiamenti non finiscono qui. A quanto pare Ruby ha organizzato per giovedì un party alla discoteca Albikokka di Genova. E avrebbe già venduto le foto in esclusiva a un noto settimanale di gossip.

Sondaggio SkyTG24: Berlusconi dovrebbe dimettersi - Il Ruby gate, intanto, assume sempre più grandi risvolti politici. Per il 78% dei votanti del sondaggio di SkyTG24, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dovrebbe dimettersi se fosse verificato che ha esercitato pressioni sulla questura di Milano per aiutare Ruby.
Per il restante 22%, invece, il premier non dovrebbe lasciare la guida dell'esecutivo, anche se si accertasse il suo aiuto alla giovane marocchina.


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