Frana Italia

Monte Albano (Mirteto), Massa Carrara
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Oltre 3mila vittime in 60 anni, con l’80 per cento dei comuni a rischio. E anche se si è speso in media oltre un miliardo l’anno per riparare i danni dei disastri idrogeologici, mancano i fondi per fare prevenzione

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Maltempo, il ponte si chiude tra frane e allagamenti

Il Paese è vittima del maltempo -
La situazione più grave si è registrata a Massa Carrara, qui sono morte tre persone, travolte da un fiume di fango. Decine di smottamenti hanno interessato tutto il Paese. In Lombardia sono a rischio esondazione il Lambro, il Seveso e il Chiese. Il Veneto è in ginocchio e al Sud sono stati sospesi i collegamenti con le isole Eolie. L’Italia si piega alla furia degli agenti atmosferici. E non è la prima volta.

Ogni anno 61 vittime per il maltempo -
Negli ultimi 60 anni in Italia si sono contate 3.362 vittime, una media di 61 decessi all'anno, per frane , esondazioni di torrenti, colate di fango e di detriti, senza contare la tragedia del Vajont del 1963 che, da sola, ha ucciso 1.910 persone. L'evento più funesto dalla metà del secolo scorso è stata l'alluvione di Salerno che, nel 1954, ha tolto la vita a 318 persone. Secondo l'annuario Ispra, a partire dal 1950, quasi ogni anno si sono dovuti registrare decessi provocati da dissesti idrogeologici, per un totale di 1.475 vittime.

Da Scaletta Zanclea a Maierato, l’Italia frana - Sono 17 mila le frane che negli ultimi 80 anni hanno devastato il nostro paese, coinvolgendo più di 100 mila persone negli ultimi 20 anni. Ingenti i danni stimati dai crolli e gli smottamenti dei territori pari a oltre 25 miliardi di euro con l'80% dei comuni del nostro paese in cui si registra un'area a rischio elevato o molto elevato di frane o di alluvioni.
Secondo gli ultimi dati diffusi dai geologi italiani, solo negli ultimi tempi in Italia la terra ha franato in Sicilia (VAI ALLO SPECIALE ALLUVIONE A MESSINA) a Scaletta Zanclea, Giampilieri e Caronia, in Calabria colpendo la località di Maierato in maniera devastante ma con crolli e smottamenti in più di 200 aree della regione. Ma non solo.
Dall'alluvione del Serchio in provincia di Pisa alle frane di Ischia, Atrani e poi anche di Montaguto, in Campania, il rischio idrogeologico, sottolineano gli scienziati, incombe come una spada di Damocle in ogni angolo del nostro Paese.

Servono 11 miliardi per la messa in sicurezza – Eppure, riparare i danni provocati da frane e alluvioni è costato al nostro Paese, negli ultimi 58 anni, più che mettere in sicurezza il territorio. Senza contare l'incalcolabile perdita di vite umane e le ricadute sul sistema economico per le attività imprenditoriali perdute, il nostro Paese ha infatti speso oltre 52 mld di euro, una media di 1 mld l'anno dal 1951 al 2009 per riparare i danni provocati da frane o alluvioni. Fondi che, in particolare, solo negli ultimi 40 anni, sono ammontati a 30 mld di euro, con una media di 750 mln euro l'anno, e negli ultimi 20 anni a 22 mld di euro, con una media di 1,1 mld l'anno.

Solo per fare qualche drammatico esempio, l'alluvione che colpì l'Italia nord-occidentale nel novembre 1994 produsse in soli 5 giorni danni per 8-13 mld di euro e 68 vittime, oltre che disoccupati temporanei, mancati guadagni ed un numero imprecisato di ore di lavoro perse. E, ancora, l'alluvione del Po dell'ottobre-novembre 2000, che vide più di 40mila persone evacuate durante l'emergenza, ha prodotto danni strutturali stimati in oltre 5,6 mld di euro. Le frane che hanno colpito nel novembre del 2002 la Lombardia hanno prodotto danni alle opere pubbliche, alle infrastrutture e alle opere di difesa del suolo per 640 mln di euro, mentre 115 mln di euro sono la stima dei danni alle strutture private.
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