Terzigno, l’accordo c’è ma divide. E la protesta continua

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L’intesa siglata dai sindaci del vesuviano con il premier non piace a tutti. Soprattutto per un punto: la mancata chiusura della discarica Sari. Oggi cortei “per ottenere anche un piano rifiuti radicalmente alternativo al ciclo discariche-inceneritori"

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C'è un'ala intransigente nei comitati anti discarica a Tezigno alla quale l'accordo sottoscritto venerdì 29 ottobre dai sindaci del vesuviano con il premier Berlusconi non piace. L'intesa è stata letta al presidio allestito nella rotonda di via Panoramica ed è stata seguita da una lunga discussione; i più rigidi sono quelli che sostengono che l'inquinamento ambientale è forte a cava Sari e che lo sversatoio deve essere chiuso, sulla base di analisi dei mesi scorsi.

"Non possiamo fermare la mobilitazione fino a risultati concreti e davvero rispettosi del bene pubblico” sostiene il Movimento per la difesa del territorio dell'area vesuviana in un documento in merito all'accordo tra il premier Silvio Berlusconi e i sindaci dell'area vesuviana. "Noi - sottolinea il movimento - vogliamo che l'esclusione della discarica dalla cava Vitiello diventi legge senza se e senza ma, ma pretendiamo anche il blocco immediato e la bonifica della discarica in cava Sari". Secondo il movimento "esistono già analisi sulle falde acquifere della zona della cava fatte dalle autorità sanitarie che dicono che sotto quello sversatoio pluridecennale le acque sono perfino più inquinate che il percolato stesso della discarica". Quindi "nessun sindaco può prendere impegni a nome nostro sull'interruzione della lotta".

Non ha giovato il cattivo odore che dal pomeriggio di venerdì si continuava a percepire anche nel centro di Boscoreale. In realtà i dati di inquinamento cui fanno riferimento i comitati sono del maggio 2009. Sabato 30 ottobre è prevista una mobilitazione con 4 cortei in partenza da diverse città del vesuviano che si concentreranno alle 17 all'uscita della metropolitana di Boscoreale per camminare assieme verso il presidio e la discarica. Un corteo per ottenere anche "un piano rifiuti radicalmente alternativo al ciclo discariche-inceneritori".

A Giugliano, intanto, nel sito di stoccaggio di Taverna del Re sono ripresi i conferimenti e una decina di auto compattatori è entrata, non senza manifestazioni di protesta, perché anche lì c'è ora un presidio di cittadini che si oppongono all'ordinanza firmata 3 giorni fa dal presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro perché l'impianto accolga 10 mila tonnellate di 'tal quale', cioè rifiuto non trattato e non separato. Alcuni manifestanti hanno rallentato l'ingresso dei mezzi ponendosi davanti a questi, e ci sono stati anche momenti di tensione con le forze dell'ordine. Il capoluogo campano non è stato ancora completamente liberato da cumuli di rifiuti e in molte aree del centro e della periferia sono numerosi i sacchetti, le masserizie e i cartoni in strada.

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