Ruby e quella telefonata alla Questura, bufera sul premier

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Non c’è solo il bunga bunga nel caso della giovane invitata alle feste di Arcore, ma anche il giallo della chiamata agli agenti. Berlusconi: “Ho solo segnalato che c’era una persona che si proponeva per l’affidamento”. L'opposizione invoca le dimissioni

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Nessuna telefonata attraverso Palazzo Chigi, solo la segnalazione di una persona che "si proponeva per l'affidamento e che aveva fatto a tutti molta pena". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna così a tarda notte, al termine della prima giornata di lavori del vertice europeo a Bruxelles, sul caso Ruby, che tiene banco su tutti i quotidiani italiani (guarda la rassegna stampa di oggi), ma anche sui giornali stranieri. Poi accusa l'opposizione di fargli un attacco al giorno, "ma io resto" a Palazzo Chigi. "C'è l'abitudine della sinistra di fare attacchi, hanno un motto ben preciso - attacca il premier - un attacco al giorno leva Berlusconi di torno, oggi ho subito due attacchi, io dico, due attacchi al dì mi fanno restare sempre lì".

Sulla telefonata che Palazzo Chigi avrebbe fatto alla questura di Milano (il Corriere della Sera sostiene che fu proprio il premier a parlare con gli agenti) per far rilasciare la marocchina minorenne, Berlusconi replica: "Non ho mai fatto interventi di un certo tipo, ho  semplicemente segnalato che c'era una persona che si proponeva per l'affido. Tutto qui". E la telefonata? "Non credo assolutamente attraverso Palazzo Chigi - sostiene il premier - c'è solo stata una telefonata per trovare qualcuno che potesse rendersi disponibile  all'affidamento per una persona che aveva fatto a tutti molta pena, perché aveva raccontato a tutti una storia drammatica a cui noi abbiamo dato credito. Tutto qui". Ieri anche la Questura di Milano aveva precisato di non aver praticato nessun privilegio per la ragazza.

L'opposizione: il premier si dimetta - Ma l'opposizione non ci sta e chiede le dimissioni del premier. Al centro della questione, che assume sempre più, risvolti politici, non ci sarebbe infatti la presenta frequentazione tra il presidente del Consiglio e la giovane ragazza conosciuta col nome di Ruby, bensì quella telefonata che da Palazzo Chigi sarebbe arrivata agli agenti di polizia di Milano. "Berlusconi -chiede il capogruppo alla Camera Dario Franceschini-  venga a riferire in Parlamento: che ruolo c'è stato, se questa cosa è vera. In qualsiasi Paese la presidenza del Consiglio che interviene su una Questura è una cosa che, da sola, porterebbe alle dimissioni  del presidente del Consiglio".

Ruby, le feste e l'inchiesta - Il caso Ruby ormai da qualche giorno occupa le prime pagine dei giornali, tiene impegnati gli inquirenti in riunione fiume e scuote i palazzi della politica.
La giovane, ancora minorenne, avrebbe infatti raccontato di aver incontrato Berlusconi insieme ad altre ragazze nel corso di alcune feste ad Arcore e oggi è al centro di un'inchiesta della procura in cui sarebbero indagati il direttore del Tg4 Emilio Fede, l'impresario televisivo Lele Mora e il consigliere regionale Nicole Minetti, ex igienista del premier.
"Non ho mai commesso nulla di illecito, e non potrei mai farlo finché non verrò chiamato lassù. Io sono rispettoso della giustizia ma soprattutto della mia coscienza di uomo e di giornalista", ha detto Fede.

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