Napoli, accordo raggiunto: la seconda discarica non aprirà

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Il protocollo di intesa tra Governo, sindaci, prefetto e Regione firmato dopo ore di trattative: bloccata l'apertura di Cava Vitiello e "sospese con effetto immediato tutte le manifestazioni di protesta"

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Ventiquattro righe per chiudere una giornata intensa di trattative tra Presidente del Consiglio dei Ministri e sindaci del vesuviano. L'intesa raggiunta prevede che "non si dia corso all'apertura della discarica di Cava Vitiello a Terzigno, normativamente prevista, e si provveda alle conseguenti iniziative per le occorrenti modifiche legislative".

I comuni della zona rossa del vesuviano "s'impegnano a rendere disponibili subito le aree per la realizzazione di uno o più siti di compostaggio, al fine di garantire l'autonomia delle amministrazioni comunali interessate nella gestione del ciclo dei rifiuti".

Questi comuni "potranno conferire i rifiuti in Cava Sari, fino ad esaurimento della stessa, tranne che in situazioni di accertata criticita'". Questa parte ricalca uno dei punti dell'accordo che era già stato proposto da Bertolaso. Poi ci sarà il tavolo tecnico tra Enti locali, rappresentanza dei cittadini e istituzioni per la formulazione di proposte utili alle attività "istruttorie e propedeutiche", per la definizione di un piano rifiuti. Anche questo nell'accordo del 23 ottobre scorso non siglato dai sindaci.

In consiglio regionale l'avvio di un approfondimento sul piano rifiuti "compresa la definizione degli ambiti", anche questo nel precedente documento, così come il punto in cui si dice che "saranno sospese, con effetto immediato, tutte le manifestazioni di protesta". Nuova è invece, oltre che l'esclusione dell'apertura di Cava Vitiello, l'accoglimento delle istanze della provincia di Salerno e del comune di Serra con la disposizione che "non si dia corso neppure all'apertura della discarica di Valle della Masseria".

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