La questura di Milano: "Nessun privilegio per Ruby"

Una immagine di Ruby tratta dal sito freedrink.net
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La ragazza marocchina venne portata negli uffici della Polizia dopo la denuncia della coinquilina. Le forze dell'ordine confermano l'interessamento della Presidenza del Consiglio tramite una telefonata ma precisano: "Nessun trattamento di favore"

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Un'inchiesta per favoreggiamento della prostituzione, ma non solo. Alla procura di Milano gli inquirenti stanno valutando con attenzione anche il singolare "aiuto" ricevuto da Ruby, la giovane marocchina al centro dell'ultimo caso di festini e cene ad Arcore, quando, nel maggio scorso, è stata trattenuta in questura, a Milano, perché additata da una ragazza come la responsabile di un furto da 3.000 euro.

La storia, ormai è cronaca, dice che negli uffici di via Fatebenefratelli arrivò una telefonata di Palazzo Chigi per invitare gli agenti a rilasciare subito la ragazzina perché nipote del presidente egiziano Mubarak. Una chiamata in seguito alla quale la ragazza, minorenne, senza documenti, straniera e per di più accusata di furto, fu lasciata subito andare.

Per questo episodio, dicono nei corridoi della procura milanese, potrebbero configurarsi almeno un paio di reati come il favoreggiamento e l'abuso d'ufficio, ipotesi che potrebbero essere sostenute, per di più, dal dolo evidente di tenere Ruby fuori dai guai. Dalla questura confermano la telefonata dalla presidenza del Consiglio ma chiariscono che non ci fu nessun trattamento di favore per la giovane: fu identificata, fu fatta la fotosegnalazione al Tribunale dei Minori e furono contattati i suoi genitori. Quindi, in mancanza di posto in comunità di accoglienza, d'accordo con il Tribunale dei Minori, venne affidata ad una persona che si era offerta di prendersene cura, spiegano dalla polizia.

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