Arcore, la bella Ruby e il bunga bunga

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
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Dopo il tuca tuca e il waka waka ecco il nuovo tormentone ispirato dalle rivelazioni della minorenne marocchina sugli incontri a sfondo erotico nella residenza del premier. Fede, indagato insieme a Mora, conferma: "Forse l'ho vista a casa di Berlusconi”

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Solo una cosa è certa (per il momento). Archiviato da un pezzo il tuca tuca e messo ormai in soffitta anche il waka waka, ecco quale sarà il tormentone che nessuno d’ora in poi potrà più ignorare: il bunga bunga, rituale erotico considerato molto in voga negli harem arabi. Balzato agli onori delle cronache già in due occasioni - nei racconti a luci rosse del leader libico Gheddafi e in una barzelletta che il premier avrebbe raccontato a Noemi Letizia qualche tempo fa - ora rispunta all’improvviso, e si conferma quale vero e proprio tormentone. A tirarlo fuori dal cilindro è Ruby, la minorenne di origini marocchine che con le sue rivelazioni sta facendo passare un nuovo brutto momento al presidente del Consiglio e a chi gli sta intorno. Ruby, secondo quanto ha anticipato il Fatto Quotidiano qualche giorno fa, “ha raccontato di avere incontrato Berlusconi insieme ad altre ragazze nel corso di alcune feste ad Arcore". Le sue parole hanno aperto una breccia nella quale gli inquirenti stanno cercando di insinuarsi per fare chiarezza. Mercoledì pomeriggio c’è stato un faccia a faccia di tre ore tra i magistrati milanesi che vogliono capire cosa ci sia di vero nei suoi racconti.
E dopo il battage mediatico e il grande interesse che sta suscitando il caso, arrivano le prime dichiarazioni della giovane che commenta: "Sono amareggiata, la mia verità è stata manipolata".

Il quotidiano La Repubblica rivela però che ci sarebbero già alcuni indagati. E i nomi sono tutt’altro che sconosciuti. Si tratterebbe di Lele Mora, di Emilio Fede e di Nicole Minetti, l’igienista del premier diventata consigliere regionale della Lombardia. Tutti e tre avrebbero avuto a che fare con Ruby. Il direttore del Tg4 Emilio Fede ammette: "Credo di avere conosciuto quella ragazza a qualche cena a casa di Berlusconi ma non l'ho presentata io né a Lele Mora, né al presidente del Consiglio". "Sono stato invitato più volte, e per fortuna, a casa di Berlusconi per delle cene - ha aggiunto Fede - ma quello che posso dire è che non mi è mai capitato una sola volta di vedere quelle cene terminare in un modo che si possa definire trasgressivo".
Nel registro non compare il nome di Silvio Berlusconi che, anzi, in tutta queste faccenda potrebbe essere la parte lesa, in quanto vittima di ricatti. Ruby avrebbe tra l’altro fatto mettere a verbale di non aver avuto “rapporti sessuali con Berlusconi”.

Le indagini in ogni caso puntano ad appurare se ci siano o meno profili di reato, come quello di favoreggiamento della prostituzione. Al vaglio però ci sono anche quei racconti, messi a verbale dalla giovane marocchina che a breve compirà 18 anni ma che ha raccontato di essersi presentata al premier dicendo di avere 24 anni, che presenterebbero aspetti contraddittori. Come quest’ultima dichiarazione, riportata oggi dal Fatto di Antonio Padellaro: “Ho ricevuto 30 mila euro da Silvio Berlusconi”. O quella, riportata invece da Repubblica, in cui Ruby parla del bunga-bunga ai pm milanesi: “viene chiamata in questo modo l'abitudine del padrone di casa d'invitare alcune ospiti, le più disponibili, a un dopo-cena erotico”. Scrive Repubblica: “Andai con una limousine sino a Milano due, da Emilio Fede, e da lì, con un'Audi, raggiungemmo Villa San Martino. Silvio mi dice subito che gli sarebbe piaciuto se fossi rimasta lì per la notte. […] Cenammo e dopo partecipai per la prima volta al bunga bunga. Io, continua Ruby, ero la sola vestita. Guardavo mentre servivo da bere (un Sanbitter) a Silvio, l'unico uomo. Dopo, tutte fecero il bagno nella piscina coperta, io indossai pantaloncino e top bianchi che Silvio mi cercò, e mi immersi nella vasca dell'idromassaggio”. Secondo il quotidiano diretto da Ezio Mauro, inoltre, a una di queste feste la ragazza avrebbe raccontato di aver incontrato tra gli ospiti delle "soubrette famose, qualche velina anche due ministre".

Parole imbarazzanti che per ora non hanno altro riscontro, anche se gli inquirenti stanno cercando di capire se dietro questi racconti possa profilarsi qualche reato. E anche i quotidiani che si stanno occupando della vicenda in alcuni casi riportano ricostruzioni che divergono su molti punti. Rimane un dato un fatto: dopo il caso di Noemi Letizia, i racconti piccanti di Patrizia D’Addario e le frecciatine della ex moglie Veronica Lario, i riflettori tornano a illuminare la vita privata del presidente del Consiglio. Mentre gli avvocati di Berlusconi continuano a sgolarsi ripetendo una cosa sola: la storia di Ruby è falsa. E minacciano querele per chi pubblica notizie infondate.

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