Portò via i figli al padre tedesco, fermata mamma italiana

Marinella Colombo
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Sulla donna pendeva un mandato d'arresto europeo emesso dalla Germania. E' stata fermata dopo essersi presentata spontaneamente in tribunale a Milano per un'udienza sul rimpatrio dei suoi due bambini. L'intervista di SkyTG24 all'avvocato della donna

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E' stata posta in stato di fermo Marinella Colombo, la milanese che aveva portato con sè i figli in Italia dopo la fine del matrimonio con un tedesco e nei confronti della quale era stato emesso un mandato d'arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria tedesca.
Il fermo, secondo quanto è stato spiegato dai legali (qui sopra l'intervista di SkyTG24 all'avvocato della donna), è avvenuto dopo che Colombo si era presentata spontanemente al Tribunale dei minori di Milano per rilasciare alcune dichiarazioni in un'udienza in cui si doveva discutere il rimpatrio dei figli.
Alla donna erano stati sottratti i due bambini dopo la rottura del suo matrimonio in Germania. Dopo essere tornata in Germania, Marinella Colombo, aveva ripreso i figli ed era fuggita con loro.

La donna era latitante dal febbraio scorso, quando era andata in Germania, per riprendersi i suoi figli di sei e dieci anni che, qualche mese prima, erano stati prelevati a scuola a Milano su ordine dell'autorità giudiziaria tedesca. Secondo quanto è stato riferito da Filippo Jarach, che si occupa delle relazioni con la stampa per conto del difensore della donna, Laura Cossar, Marinella Colombo è stata fermata, dopo aver reso le sue deposizioni, per verificare se sia ancora valido un mandato di arresto europeo emesso tempo fa nei suoi confronti.

La donna, che è stata portata nel carcere milanese di San Vittore, ha da sempre denunciato il fatto che la sottrazione dei suoi figli sia stata ordinata, scavalcando i giudici, dallo Jugendamt, organizzazione che in Germania ha la funzione di assistenza sociale, ma anche di difesa degli interessi tedeschi e che spesso è accusata, nei contenziosi tra un genitore tedesco e uno straniero, di fare valere solo le ragioni del cittadino tedesco.

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