Berlusconi e la minorenne: nessuna denuncia, dice la procura

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Una giovane marocchina ha raccontato di avere incontrato il premier con altre ragazze. "Non ci occupiamo di pettegolezzi" precisa la procura. Ma il racconto, scrive Il Fatto, è al vaglio degli inquirenti. I legali del Cavaliere: "Notizie infondate"

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Massimo riserbo da parte degli inquirenti sulla vicenda riportata dal Fatto Quotidiano, che riferisce i racconti di Ruby, una giovane di origini marocchine, della scuderia di Lele Mora, che "ha raccontato di avere incontrato Berlusconi insieme ad altre ragazze nel corso di alcune feste ad Arcore, quando era minorenne".
"Non esiste nessuna denuncia di questo tipo", ha dichiarato seccamente il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, che ha precisato:"in questa procura non ci occupiamo di pettegolezzi".

Ma secondo indiscrezioni, le dichiarazioni di Ruby sarebbero comunque al vaglio degli inquirenti, all'attenzione del pm Antonio Sangermano, e sarebbero state inserite in un fascicolo detto "modello 45", dove confluiscono documenti di indagine che ancora non contengono notizie di reato.

La ragazza sarebbe stata sentita dai magistrati in relazione a un'indagine sui locali notturni della movida milanese e vive ora in una comunità protetta. Il suo racconto risulterebbe molto contraddittorio e gli inquirenti non escludono, come scrive oggi Il Giornale, che potrebbe trattarsi di una calunnia ai danni del Presidente del Consiglio. Secondo la Stampa, la vicenda preoccuperebbe comunque molto il premier che avrebbe incontrato Niccolò Ghedini per discuterne, mentre per Libero "i giudci cercano un'altra Noemi".

"Il contesto", secondo Il Fatto, sarebbe "quello emerso negli ultimi diciotto mesi: a partire dalla primavera del 2009, quando il presidente del Consiglio partecipò in una discoteca di Casoria alla festa per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia; e Veronica Lario, moglie di Berlusconi, definì “ciarpame senza pudore” la candidatura di alcune giovani ragazze nelle liste del Pdl alle elezioni europee, ma soprattutto accennò a “figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica”. Poi scoppiò lo scandalo delle notti con Patrizia D’Addario e altre ragazze a Palazzo Grazioli, a Roma, e delle feste estive a villa Certosa, in Sardegna".

Dai legali del premier intanto arriva una secca smentita alle indiscrezioni giornalistiche. "Le notizie apparse anche quest'oggi su il Fatto Quotidiano e su alcuni quotidiani in relazione ad asserite dichiarazioni rese da tale Ruby in merito a episodi che sarebbero accaduti presso l'abitazione del Presidente Berlusconi, sono assolutamente infondate" dichiarano in una nota  Piero Longo e Niccolò Ghedini, e aggiungono: "La stessa Procura di Milano si è  già puntualmente espressa sull'inesistenza di indagini in tal senso. Del resto da approfondimenti svolti si è potuto acclarare con numerosissimi riscontri testimoniali la radicale e totale infondatezza delle illazioni giornalistiche avanzate". "E'ovvio - concludono i legali - che saranno esperite tutte le azioni giudiziarie del caso".

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