Simone La Penna, un’altra morte sospetta in carcere a Roma

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Aveva 32 anni ed è deceduto a Regina Coeli il 26 novembre del 2009. Ora, la procura della Capitale ha aperto un’inchiesta: sette persone, tra medici ed infermieri del carcere, sono indagati per omicidio colposo

Simone La Penna: LE IMMAGINI

E’ morto il 26 novembre del 2009 nel carcere di Regina Coeli, dove era detenuto. Aveva perso 30 chili nel giro di pochi mesi. Stava male e chiedeva di essere curato. A quasi un anno di distanza, ci sono sette persone indagate per la morte di Simone La Penna. Medici ed infermieri del penitenziario ai quali la Procura di Roma contesta il reato di omicidio colposo. E la sua storia assomiglia sempre di più a quella di Stefano Cucchi, il giovane morto il 22 ottobre dello scorso anno in circostante misteriose pochi giorni dopo esser stato arrestato e per il quale i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per 12 indagati, tra cui medici, infermieri e agenti.

La notizia è riportata in prima pagina dal Messaggero. Secondo gli inquirenti alcuni degli indagati “avrebbero scritto relazioni per il tribunale di Sorveglianza in cui attestavano che il giovane era compatibile con il regime carcerario. Altri non si sarebbero accorti che lentamente si stava spegnendo”. Simone La Penna era stato arrestato per detenzione di stupefacenti. Il 27 gennaio del 2009 era entrato nella casa circondariale di Viterbo in buone condizioni, anche se negli anni passati il ragazzo era stato curato presso l’ospedale Sandro Pertini perché soffriva di anoressia. Le sue condizioni peggiorarono rapidamente e venne trasferito all’ospedale Belcolle di Viterbo. Grazie alle cure Simone iniziò a riprendere peso ma ogni volta che rientrava in carcere iniziava nuovamente a dimagrire. “Tanto che i consulenti del pm, nella relazione della Procura, parlano del sopraggiungere di uno stato di anoressia mentale” si legge sul quotidiano. Nel giugno del 2009, poi, venne trasferito presso il reparto medico del carcere di Regina Coeli. Qui, lo stato di denutrizione di Simone precipitò in un mese. A luglio dello scorso anno venne ricoverato per due giorni all’ospedale Sandro Pertini. Poi, il 26 novembre la morte. In quel momento pesava 49 chili. Secondo il pm i medici non avrebbero segnalato le condizioni fisiche e mentali.

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