Terzigno, la rabbia non si placa. Vertice con il premier

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Ancora guerriglia in Campania: cinque autocompattatori e un'auto bruciati, venti agenti contusi. Berlusconi convoca per venerdì una riunione tra i ministri competenti e Stefano Caldoro. FOTO E VIDEO

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Ennesima serie di scontri a Terzigno, nel napoletano, dove da giorni i manifestanti protestano contro l'apertura di una seconda discarica, mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato una "riunione d'urgenza", probabilmente nella giornata di venerdì, sulla crisi dei rifiuti.

In un comunicato di Palazzo Chigi si precisa che alla riunione prenderanno parte il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso, il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e i ministri dell'Economia, dell'Interno e dell'Ambiente Giulio Tremonti, Roberto Maroni e Stefania Prestigiacomo. Stamani, ricevendo il sindaco di Terzigno Domenico Auricchio alla presenza di Bertolaso, Berlusconi si era impegnato a portare la vicenda al Consiglio dei ministri.

Intanto, dopo che nella notte tra mercoledì e giovedì la polizia ha caricato i manifestanti e fermato brevemente due persone e un'auto delle forze dell'ordine è stata incendiata, nella giornata di giovedì, nel corso di nuovi scontri, sono stati dati alle fiamme un'auto della polizia e cinque autocompattatori vuoti che erano scortati dagli agenti, mentre altri tre sono stati danneggiati. Lo riferisce la polizia, precisando che un agente è rimasto ferito e altri 29 contusi, e che complessivamente sono 16 i suoi mezzi blindati rimasti danneggiati.

Secondo le forze dell'ordine, nei diversi scontri che si sono verificati nella notte alcune centinaia di manifestanti hanno lanciato pietre e petardi contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con cariche e lacrimogeni. Poco dopo, i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro e quattro bombe carta. La polizia li ha dispersi e due dimostranti sono stati fermati per essere identificati e subito dopo rilasciati. In seguito una macchina della polizia è stata prima ribaltata e poi incendiata.

Giovedì all'alba però 31 autocompattatori, i camion per il trasporto dei rifiuti, sono riusciti a entrare nella discarica per sversare i rifiuti. In mattinata, poi, le violenze si sono riaccese. Gruppi di persone hanno lanciato oggetti e anche una bomba molotov contro un convoglio di autocompattatori vuoti, appena usciti dalla discarica, mentre la polizia cercava di rimuovere materiali gettati sulla strada proprio per bloccare i camion.Cinque autocompattatori sono andati bruciati, dice la polizia, secondo cui gli scontri coi manifestanti sono ancora in atto.
Poco lontano, a Boscoreale, il municipio è stato occupato e il paese, a causa dei blocchi stradali allestiti dai manifestanti, risulta isolato, ha riferito l'addetto stampa del Comune, aggiungendo che è in atto "una sorta di guerriglia civile" con scontri in varie zone.

Nella tarda mattinata a Boscoreale c'erano già stati disordini: una settantina di persone, alcune armate di bastoni, avevano cercato di bloccare l'uscita da alcuni edifici e un gruppo aveva minacciato di dare fuoco ad autocompattatori di una ditta locale, riferiscono i carabinieri. Dei manifestanti hanno inoltre dato alle fiamme davanti al municipio un tricolore, e hanno coperto con un telo viola in segno di lutto le tre bandiere che sventolavano a mezz'asta in Comune.

Intanto la discarica di Terzigno, secondo fonti delle forze dell'ordine, è ormai vicina alla saturazione. E una fonte giudiziaria afferma che non ha trovato applicazione l'ordinanza d'urgenza con cui nei giorni scorsi è intervenuto il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, che permette ai Comuni e agli impianti che conferiscono i propri rifiuti alla discarica di Terzigno di depositarli presso quelle di Savignano Irpino (Av), San Tammaro (Ce) e Sant'Arcangelo Trimonte (Bn). I rifiuti conferiti alla struttura di Terzigno avrebbero dovuto passare da 1.800 a 800 tonnellate. In realtà, la quantità di rifiuti conferita all'impianto è diminuita solo in virtù dei blocchi messi in atto dai manifestanti, dicono le fonti.

Dopo gli scontri delle ultime settimane, qualche notte fa i manifestanti hanno dato alle fiamme alcuni autocompattatori e hanno lanciato ordigni artigianali quando sono entrate in funzione alcune pale meccaniche per rimuovere dalla strada i cumuli di rifiuti posizionati per impedire il passaggio degli automezzi diretti alla discarica. Il mese scorso, un migliaio di persone si sono scontrate con la polizia per protestare contro l'apertura di una nuova discarica nell'area vesuviana, dove un anno fa è stato aperto un primo sito di smaltimento dei rifiuti. Le tensioni sono riesplose dopo le nuove difficoltà nella raccolta dei rifiuti, che hanno ricordato l'emergenza di due anni fa, ma che l'amministrazione comunale ha ricondotto a problemi contrattuali con una società per la raccolta della spazzatura.

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