Emergenza rifiuti, notte di scontri a Terzigno

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Mezzi blindati hanno stretto d’assedio le discariche, inseguendo i dimostranti con cariche e lacrimogeni dopo che alcuni uomini avevano lanciato petardi e razzi. In mattinata riprese le proteste: i manifestanti bruciano una bandiera italiana. FOTO E VIDEO

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Una notte di scontri, paura e lacrime a Terzigno (Napoli). Come dimostrano le riprese di questa notte, trasmesse in diretta da SkyTG24, uno spiegamento massiccio di forze dell'ordine, probabilmente con pochi precedenti, ha sgomberato tutta l'area della rotonda di via Panoramica, la strada di accesso alla discarica Sari. Scontri che sono ripresi all'alba a Boscoreale, dove la tensione è tornata a salire quando alcuni manifestanti hanno bruciato una bandiera italiana sulla piazza davanti al comune.

Cronaca di una notte di scontri - La zona era stata presidiata da diverse ore da alcune migliaia di manifestanti, tra cui donne e bambini, portati via al primo accenno di tensioni. Il blitz (guarda le foto) è stato condotto con una quarantina di mezzi blindati ed oltre 200 uomini tra agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza che a piedi, in assetto antisommossa, impugnando manganelli e scudi, hanno stretto d'assedio tutte le zone circostanti e inseguito i dimostranti. 
Numerose le cariche e i lanci di lacrimogeni: alcune persone sono state raggiunte e bloccate all'interno di un deposito di bibite.

"Perché mi picchiate, non sto facendo niente?", ha detto una ragazza piangendo a un gruppo di agenti che l'ha circondata. Gli uomini delle forze dell'ordine sono avanzati alla ricerca degli ultimi manifestanti, mentre i blindati percorrevano la via Panoramica a forte velocità per inseguire chi scappava.
Due persone, una donna ed un ragazzo, sono stati fermati e successivamente rilasciati. Altre tre hanno riferito di essere rimaste contuse negli scontri. L'attacco, con veri e propri corpo a corpo in alcuni casi, è arrivato al termine di una serata di altissima tensione. Un gruppo di giovani con il volto coperto da sciarpe ha lanciato grossi petardi, razzi, pietre e, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, due molotov rudimentali nei confronti dei blindati della polizia a presidio della strada di accesso alla discarica.

Gli agenti hanno risposto con un ripetuto lancio di lacrimogeni, che sono caduti in mezzo alla folla. Sono stati momenti drammatici, con gente che scappava alla ricerca di un riparo, provocando momenti di panico. Nella fuga qualcuno ha rovesciato e bruciato un'auto, sembra appartenente alla polizia. A scatenare la nuova ondata di proteste era stata la decisione dei parlamentari del Pdl campano, insieme con il governatore Stefano Caldoro e i presidenti delle Province di Napoli, Avellino e Salerno, Cesaro, Sibilia e Cirielli, di dare il via libera alla seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio, in località Cava Vitelli. Si tratterebbe del più grande sversatoio d'Europa.

Un via libera che non è affatto andato giù ad amministratori locali (il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, si è dimesso dal Pdl) e alle popolazioni, che denunciano i gravissimi disagi già provocati dalla prima discarica aperta, la Sari, che sarebbe causa dell'inquinamento delle falde acquifere e dalla quale provengono da mesi miasmi insopportabili. Alla fine della 'battaglia', a terra restano detriti di ogni genere, nell'aria la puzza insopportabile della discarica.
Momenti di tensione si sono vissuti nelle stesse ore, a Napoli, dove un gruppo di ultras partenopei ha aggredito alcuni tifosi del Liverpool in diverse zone del centro. Il bilancio è di tre feriti, non gravi.

Manganelli: "Andiamo avanti anche con la forza" - "C'è rammarico per il fatto che temi che altri soggetti sono chiamati a risolvere trovino in un ruolo di supplenza le forze di polizia". E' questo il commento del capo della polizia, Antonio Manganelli, a margine di un'audizione al Senato - degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine per la discarica di Terzigno.
"Noi - ha aggiunto - non siamo certo nemici di chi manifesta, facciamo il nostro lavoro e continuiamo a fare quello che siamo chiamati a fare: lì si deve sversare e lo consentiremo anche se questo costa l'uso della forza. Raccolgo però - ha sottolineato - il rammarico dei miei uomini che tutte le sere fanno una battaglia. Dispiace che questo sia diventato un problema di polizia e che un'area geografica consolidi sentimenti di ostilità verso le forze dell'ordine, ma noi non siamo certo nemici di chi manifesta".


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