Castellammare, vietate minigonne assai succinte e bestemmie

Una giovane donna in minigonna cammina sul lungomare di Castellammare
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Il sindaco introduce multe dai 25 ai 500 euro anche per chi gira in strada o gioca a pallone a torso nudo. E a Sky.it dice: "In questa città si era scaduti in modo insopportabile in comportamenti che rendevano difficile il vivere civile". Ma è polemica

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di Serenella Mattera

“Basta, è finita”. Basta con gli “abiti troppo succinti”, come “certe minigonne che lasciano vedere gli indumenti intimi anche stando in piedi”. Basta con “l’abitudine che c’è qui a Castellammare di girare a torso nudo per le strade, da quando arrivano i primi caldi fino agli ultimi tepori autunnali”. Basta con le corse dei cavalli sulla spiaggia. Niente alcolici ai minorenni. E stop alle bestemmie. E’ la nuova linea della “decenza” dettata a Castellammare di Stabia, comune del napoletano, dal sindaco Luigi Bobbio (Pdl). Con un regolamento di polizia urbana che punirà chi sgarra con multe dai 25 ai 500 euro. Ma mentre Bobbio se ne fa “un vanto” di essersi guadagnato di diritto il soprannome di “sindaco sceriffo”, le femministe insorgono contro il ras locale che vuole vietare le minigonne e riportare le donne indietro a tanti decenni fa, quando vestire una mini era uno scandalo.

“E’ una mistificazione. Nessuno vuole vietare le minigonne”, premette subito Bobbio, ex magistrato ed ex senatore di An, al telefono con Sky.it. “Vietiamo di andare in giro con abiti assai succinti e la minigonna non è indicabile come tale”, aggiunge. Ma allora cosa si vieta? “A parte i costumi, che sono citati in una norma apposita, ci si riferisce a tutti quegli abiti che in maniera vistosa e voluta lasciano scoperte parti del corpo”. Per esempio? “Beh, ci sono sicuramente casi di persone che indossano minigonne che lasciano scoperti gli indumenti intimi anche solo stando in piedi”. Ah, ecco.

“Faccio presente che città da noi lontane come Rimini, sono dotate da anni di regolamenti di polizia come il nostro”, prosegue il sindaco, che lunedì attende il varo delle nuove regole da parte del Consiglio comunale, ma è sicuro di avere dalla sua anche i cittadini. “Castellammare aveva bisogno di avere regole certe di decenza, per combattere un contesto di degrado. Ma guardi che io non sono né moralista, né bacchettone e le mie scelte non sono di destra, ma di buon senso. Perché c’è una misura in tutte le cose”.

Vediamole, allora, queste regole. “E’ vietata la vendita di alcolici ai minori”. Come in America? “Come in America”. E poi? “C’è il divieto di imbrattare i muri con manifesti e scritte tipo ‘Concetta ti amo’, che non sono arte e possono piacere a Concetta, ma non a noi”. Ancora. “Qui c’era la piaga di personaggi che non rappresentano la migliore società stabile, che vanno sull’arenile con i loro cavalli”. Vietato.

Il regolamento, vero e proprio decalogo sulla fruizione dei beni comuni quali strade, piazze, parchi e giardini, proibisce poi “di giocare a pallone, aggirarsi, sostare o sdraiarsi in costume da bagno o, in ogni caso, a torso nudo o abiti assai succinti”. Con l’eccezione della spiaggia, s’intende. Dunque la polizia potrà intervenire a stoppare ad esempio chi “si sveste e si bagna in presenza di altri al di fuori degli stabilimenti” balneari.

Misure forse un po’ eccessive? “In questa città si era scaduti in modo insopportabile in comportamenti che rendevano difficile il vivere civile”, assicura Bobbio. Che ci tiene particolarmente a un’ultima regola. E’ vietato “profferire, in luogo pubblico o aperto al pubblico, bestemmie o frasi offensive per il rispetto e la pietà altrui, nonché abbandonarsi al turpiloquio”. In base a queste regole, ci permettiamo di osservare, avrebbe potuto andare incontro a sanzioni anche Silvio Berlusconi, premier nonché leader del Pdl, che ha sollevato molte polemiche per una barzelletta con bestemmia finale. Ma Bobbio, sindaco sceriffo, non si scompone: “Il problema non è chi bestemmia, ma il fatto che si bestemmi”.

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