Rifiuti: scontri a Terzigno, cinque arresti

Tensione tra la polizia e i manifestanti nelle vie d'accesso alla discarica
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Alta tensione tra cittadini e forze dell'ordine nei pressi della discarica: tre agenti sono rimasti feriti. La strada di accesso è stata sgomberata con la forza dalla polizia. Ascolta l'intervista al questore di Napoli

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Nuovi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine nei pressi della discarica Sari di Terzigno, in provincia di Napoli. Cinque persone sono state arrestate nella notte e tre agenti sono rimasti feriti.
I cinque dimostranti arrestati sono accusati di violenza e resistenza pluriaggravata a  pubblico ufficiale. Uno degli indagati deve rispondere anche di  detenzione e porto abusivo di esplosivi.
Gli scontri si sono verificati quando un gruppo di manifestanti ha tentato di entrare nella discarica contestata. Cariche e lanci di pietre da una parte e dall'altra durante momenti di vera e propria guerriglia.

I vigili del fuoco sono intervenuti con pale meccaniche per rimuovere le barricate, formate da detriti, blocchi di cemento, pezzi di ferro, mentre sulla carreggiata era stato versato olio per rendere difficioltoso il transito.

E la tensione nei pressi della discarica è continuata per tutta la mattina con gli autocompattatori, scortati dalla polizia, in attesa di consegnare la spazzatura, mentre i manifestanti cercavano in ogni modo di impedire le operazioni: alcune donne si sono inginocchiate nella strada di accesso alla discarica, un uomo si è sdraiato a terra davanti a un camion, sassi sono stati lanciati contro gli agenti. Infine le forze dell'ordine hanno sgomberato l'area, sollevando di peso i manifestanti, che allora hanno occupato per protesta la sede del Comune.

La zona intorno alla discarica risulta inolte isolata dopo che i manifestanti hanno bloccato l'accesso alle auto in in via Nazionale Passanti, la strada che collega i comuni di Terzigno, Boscoreale, Pompei e Scafati, e che viene percorsa dai camion che trasportano i rifiuti. Transenne di ferro sradicate dai marciapiedi, reti dei materassi, vecchi mobili e molti sacchetti di spazzatura occuapno la via.

Già nella giornata di lunedì, la polizia aveva caricato i manifestanti per rimuovere il blocco che occupava via Zabatta, nei pressi della rotonda che porta alla discarica di Terzigno.

"Le donne e i bambini sono presenti in certi momenti della protesta, ma quando siamo stati attaccati con grosse pietre le donne sono scomparse e siamo stati attaccati da altre persone del luogo su cui potrebbero inserirsi anche soggetti che potrebbero avere interessi diversi", ha spiegato a SkyTG24 il questore di Napoli Santi Giuffrè. 
"Come sempre c'è un misto di gente e mamme per bene che protestano in buona fede insieme ad una parte di sobillatori e camorra", il commento del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.

Intanto, per affrontare la situazione, il governatore campano Stefano Caldoro, ha emesso un'ordinanza per autorizzare il momentaneo sversamento in discariche di altre province dei rifiuti normalmente conferiti a Terzigno. L'ordinanza, spiega una nota, "si è resa necessaria per la situazione eccezionale determinatasi e per scongiurare, a causa del protrarsi e l'ulteriore accumularsi dei rifiuti medesimi nei centri urbani, pericoli gravi per l'igiene e la salute dei cittadini".

I rifiuti del napoletano finiranno anche così in altre tre discariche campane, visto che a Terzigno, per effetto di un accordo preso in prefettura, per i prossimi sei giorni è previsto siano riversate solo 800 tonnellate di immondizia a fronte delle quotidiane 1.800 e, per effetto delle proteste, lo sversamento è fortemente ridotto e ritardato.


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