Rifiuti, scontri a Terzigno: cariche e sassaiole

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I manifestanti che bloccavano l'accesso alla discarica di Sari denunciano di essere stati colpiti con i manganelli. Le forze dell'ordine: lancio di pietre e bottiglie contro di noi


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La polizia ha caricato i manifestanti per rimuovere il blocco che occupava via Zabatta, nei pressi della rotonda che porta alla discarica di Terzigno, vicino a Napoli. Alcune persone avevano realizzato una barricata di fuoco sulla salita, realizzata con suppellettili varie. C'è stata una sassaiola e il lancio di bottiglie nei confronti delle forze dell'ordine.

Quattro camionette di polizia e carabinieri, con altre tre auto, sono riuscite dopo scontri e momenti di fortissima tensione, a passare il blocco dei manifestanti che impediva l'accesso alla discarica Sari. Alla rotonda di via Panoramica è rimasto un presidio formato da oltre 200 persone. "Hanno caricato donne con le mani alzate - ha detto uno dei manifestanti - una donna si è sentita male ed è stata soccorsa con l'ambulanza".

"Stavamo occupando la rotonda quando quattro camionette della polizia sono giunte e hanno forzato il blocco stradale che avevamo messo su con cumuli di arbusti, legna e suppellettili", ha denunciato l'avvocato Lucio Pisacane, che abita in via Panoramica a Boscoreale (Napoli), nei pressi della rotonda dove si sono verificati gli scontri tra polizia e manifestanti. "Ci siamo distesi a terra, sotto le camionette, ma siamo stati presi di forza e picchiati con i manganelli - racconta Pisacane - tra di noi c'è anche una donna incinta e un invalido. La donna è svenuta mentre l'invalido è in preda a una crisi. Ci hanno detto che dovevano raggiungere la discarica per dare il cambio ai colleghi - aggiunge Pisacane - e poi hanno reagito al blocco forzandolo con dei mezzi corazzati". Secondo quanto riferiscono alcuni manifestanti, una decina di persone finora estranee alla protesta "sta accumulando materiale come bottiglie e pietre".

Nella notte di domenica 17 ottobre, il blocco stradale dei movimenti antidiscarica ha impedito a centinaia di autocompattatori di accedere alla discarica Sari e di sversare i rifiuti. Il presidio è stato attuato dai dimostranti intorno alle 6 in via Passanti, all'altezza di via Cavour, in direzione della stradale statale 268. Centinaia di camion colmi di rifiuti, dopo essere rimasti fermi per ore nei pressi dell'uscita Palma Campania dell'autostrada A3, sono tornati negli autoparchi delle rispettive aziende senza avere potuto sversare il loro carico. Solo una decina di camion, intorno alle 4, è riuscita a depositare il carico. Subito dopo sono stati bloccati e danneggiati alle ruote dai dimostranti. Dal pomeriggio di domenica sedici mezzi sono stati danneggiati alle ruote in via Zabatta per impedire loro di arrivare alla discarica e uno, appartenente a una ditta di Benevento, incendiato.

I blocchi davanti alla discarica sono stati fatti con cumuli di terreno alti circa un metro o sistemando di traverso sulla carreggiata auto chiuse a chiave, mentre sulla strada che collega San Giuseppe Vesuviano a Terzigno un camion danneggiato nei giorni scorsi è stato spostato di traverso sulla strada e impedisce il passaggio di altri veicoli. A farne le spese anche una persona bisognosa di cure che abita all'interno dell'area: l'ambulanza non riusciva a raggiungere la sua abitazione e alcuni cittadini sono intervenuti per fare in modo che il mezzo di soccorso potesse prelevare il malato e portarlo all'ospedale.

Intanto restano e crescono i cumuli di rifiuti a Napoli, lungo le strade di numerosi quartieri della città. Particolarmente colpito il centro storico. L'assessore all'Igiene urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli è in procinto di incontrarsi con il sindaco della città Rosa Iervolino Russo per fare il punto della situazione anche alla luce del mancato conferimento della spazzatura nella discarica Sari di Terzigno.

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