Attentato a Belpietro, trasferito il caposcorta

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L'agente che aveva sventato l'agguato ai danni del direttore di "Libero" è stato assegnato ad altri incarichi. Le indagini continuano


Sventato attentato a Belpietro
Attentato a Belpietro, l'identikit

Restano invariate le misure di sicurezza adottate per il direttore di Libero Maurizio Belpietro dopo l'intrusione armata compiuta da uno sconosciuto nel palazzo di via Monte di Pietà a Milano. Secondo fonti della Prefettura, la tutela resta rafforzata con il raddoppio dei poliziotti: due nell'auto di Belpietro, ai quali se ne sono aggiunti altri due a bordo di una seconda auto. Della scorta non fa però più parte Alessandro N., il caposcorta del giornalista che sparò tre colpi di pistola, senza esito, contro il presunto aggressore. Il poliziotto, che resta parte lesa nell'inchiesta per tentato omicidio aperta contro ignoti, è stato temporaneamente dislocato ad altri servizi per motivi di opportunità.

La notizia del cambiamento era stata data inizialmente da Repubblica, che parlava anche di un ritorno ai livelli standard della tutela del direttore di Libero. Dettaglio, quest'ultimo, poi smentito dalla prefettura. Il trasferimento del caposcorta è invece confermato. L'agente che, la sera del 4 ottobre, ha sventato l'agguato mirato a colpire Belpietro, è stato assegnato momentaneamente ad altro incarico. Intanto l'inchiesta per risalire allo sconosciuto che si era introdotto armato in casa del giornalista va avanti in cerca di riscontri. L' indagine, coordinata dal procuratore aggiunto milanese, Armando Spataro, e affidata ai pm Grazia Pradella e Ferdinando Pomarici, è in attesa dell'esito di alcune verifiche tecniche affidate agli agenti della Digos. Il caposcorta verrà di nuovo interrogato. Subito dopo l'attentato aveva riferito di essere stato aggredito da uno sconosciuto armato di pistola e che solo un difetto dell'arma gli aveva salvato la vita. La polizia aveva diffuso anche un identikit.

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