Roma, è morta la donna aggredita in metropolitana

Un'immagine tratta dal video dell'aggressione
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L'infermiera romena di 32 anni, colpita da un pugno al termine di un banale litigio, è deceduta venerdì 15 ottobre. Lo sfogo del marito contro l'aggressore: "Perché lui è a casa e non in carcere?"

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E' morta Maricica Hahaianu, l'infermiera romena di 32 anni colpita con un pugno venerdì 8 settembre al termine di una colluttazione alla stazione della metropolitana Anagnina, a Roma. Il filmato era stato diffuso dai carabinieri solo qualche giorno dopo, quando già l'aggressore, un italiano di 20 anni, era stato arrestato.
Le condizioni di Maricica si erano aggravate nel corso della notte tra giovedì 14 e venerdì 15 ottobre.

"E' stato ufficializzato il decesso, dopo le 6 ore canoniche perché l'encefalogramma era ancora piatto. Ora hanno staccato la spina. Abbiamo firmato con i parenti, il decesso alle 15". E' quanto ha riferito l'avvocato di Maricica, Alessandro Di Giovanni che si trovava all'ospedale Policlinico Casilino, insieme al marito Adrian e al fratello Giovanni. Il legale ha resto noto inoltre che i funerali si svolgeranno in Romania.

Più laconica la reazione del marito: "Perché lui è a casa e non in carcere?", si è chiesto riferendosi all'aggressore della donna, che invece, secondo quanto riporta il suo legale, avrebbe detto: "Sono stato sfortunato, non volevo... mi sembra di vivere un film". All'uomo è stata già contestata l'accusa di omicidio preterintenzionale.

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