Affido condiviso, diffida al ministero della Giustizia

Tiberio Timperi, in campo per i diritti dei padri separati
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I padri separati e l'associazione Adiantum per i diritti dei minori avviano una class action contro la consuetudine dei tribunali di affidare i figli alle madri, non rispettando la legge del 2006


Nelle cause di separazione e divorzio la legge sull’affido condiviso dei figli non viene applicata: è la denuncia dell’Associazione nazionale per la tutela dei minori (Adiantum), che ha quindi presentato una diffida collettiva al ministero della Giustizia, in rappresentanza di cento famiglie. L’iniziativa è la conseguenza delle molte segnalazioni ricevute dall’associazione da parte di padri separati, che si ritengono discriminati, perché i tribunali nella maggior parte dei casi invece di applicare l’affido condiviso assegnano automaticamente i minori alle madri.

Il documento di Adiantum è una diffida collettiva al ministero della Giustizia. Gli avvocati dell’associazione, si legge in una nota, “hanno depositato l’atto di diffida collettiva contro il ministero della Giustizia. Nei prossimi giorni il documento verrà trasmesso per conoscenza a tutti i presidenti dei tribunali, affinché si apra una verifica tecnica e politica sullo scandalo della legge sull’affido condiviso (54/2006), che giace inapplicata fin dalla sua entrata in vigore, quasi cinque anni fa. La strada della class action verrà percorsa fino in fondo, a meno che ministero e Csm, entro i prossimi 90 giorni, non porranno in essere azioni efficaci per una vera svolta applicativa della legge, consentendo nell’immediatezza l’eliminazione del cosiddetto ‘collocamento preferenziale’, che ha svuotato del tutto lo spirito innovativo della norma, favorendo l’adozione sistematica del mantenimento diretto a parità di reddito dei coniugi e bloccando i trasferimenti arbitrari di residenza spesso a centinaia di chilometri dei bambini”. Per collocamento preferenziale si intende la consuetudine di stabilire la residenza del bambino a casa, molto spesso, della madre. Il mantenimento diretto invece è la regola che prevede che ogni genitore provveda direttamente alle spese per i figli quando sono con lui.

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