L’Aquila, niente soldi: gli albergatori sospendono gli aiuti

1' di lettura

La vicepresidente di Federalberghi: da otto mesi non arrivano i pagamenti, dal 15 ottobre verranno interrotti i servizi di pulizia, cambio di biancheria e ristorazione per i terremotati. Ma Chiodi assicura: stanziati 2,6 milioni per andare avanti

Speciale Terremoto - Tutte le foto

"Preso atto che, nonostante le rassicurazioni ricevute dal commissario Chiodi, a oggi non risultano ancora pervenuti i pagamenti delle nostre spettanze, ci vediamo costretti, nostro malgrado, a sospendere dalla giornata di venerdì 15 ottobre, come concordato in assemblea, i servizi di pulizia, cambio biancheria e ristorazione agli ospiti aquilani". Lo annuncia in una nota la vicepresidente di Federalberghi L'Aquila, Mara Quaianni. "Siamo dispiaciuti - scrive - del fatto che a subire le conseguenze di tale incresciosa situazione saranno i nostri concittadini già come noi fortemente colpiti dal terremoto, ma non abbiamo purtroppo altri mezzi per sostenere le nostre ragioni che sono evidenti. Ovviamente appena riceveremo quanto dovuto, riattiveremo i servizi che abbiamo assicurato, con grandi sacrifici e difficoltà finanziarie, sin dall'inizio del post-sisma".

Il Commissario delegato per la Ricostruzione Gianni Chiodi assicura però di aver firmato proprio i mandati di pagamento in favore degli albergatori della provincia de L'Aquila che ospitano i terremotati, per un importo di 2 milioni e 600mila euro, a copertura delle spettanze fino al mese di febbraio. Per questo, il Commissario trova "inaccettabile e disumano l'atteggiamento di certi imprenditori che, minacciando di interrompere i servizi agli sfollati, cercano di far leva sul disagio di persone, già così duramente colpite, per ottenere condizioni diverse da quelle concordate ed accettate da tutti gli operatori abruzzesi".

"Paradossalmente, chi si lamenta - precisa Chiodi - è chi ha ricevuto maggior vantaggi, rispetto ai colleghi non aquilani, avendo incassato due mensilità in più. Vorrei anche stigmatizzare come siano proprio gli albergatori del capoluogo di regione a mostrarsi meno solidali verso i concittadini aquilani". "Gli albergatori che hanno deciso di accogliere la popolazione terremotata - ricorda Chiodi - sapevano sin dall'inizio quali fossero le condizioni cui andavano incontro, certamente convenienti per loro. Invito quindi - esorta il Commissario in conclusione - tutti coloro che continuano a sollevare polemiche inutili, strumentali e pretestuose, a mettersi a lavoro con serenità, con spirito collaborativo e nel solo interesse della popolazione aquilana che ha bisogno del contributo e dell'impegno di tutti".

Leggi anche:
A L'Aquila migliaia di nuovi poveri dopo il terremoto
A L'Aquila hanno riaperto solo 30 negozi su 2000
Lo storico Bar Gran Sasso, chiuso da un anno e mezzo
Il panettiere che non vuole lasciare l'Aquila

Leggi tutto