Roma, maxi sgombero in via Gradoli

Via Gradoli durante le perquisizioni del caso Brenda
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Ordinanza del sindaco per 32 appartamenti per motivi igienico-sanitari. La polizia ha identificato 40 persone tra trans e stranieri. A pochi palazzi di distanza vive tuttora il trans Natalie, testimone giudiziario del caso Marrazzo

CASO MARRAZZO, L'ALBUM FOTOGRAFICO

E’ cominciata alle 4.30 del mattino del 14 ottobre lo sgombero di 32 appartamenti in via Gradoli a Roma, la stessa strada dove nel 1978 fu scoperto un covo delle Br e dove oltre un anno fa sarebbe avvenuto l’incontro tra l'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e una transessuale.

Finora sono 40 le persone identificate, tra cui diversi trans e stranieri, che popolano i locali di 15 mq ciascuno, occupati nella struttura interrata di 3 piani sotto l’edificio ai civici 65 e 69.
La polizia municipale dell'ottavo gruppo, diretto Antonio Di Maggio, ha sequestrato preventivamente i locali oggetto di un'ordinanza del sindaco: lo sgombero era previsto già dal 2008 per motivi igienico-sanitari.

"Pagavo con un bonifico di 400 euro per vivere - dice una trans - ma da quando un anno fa e' scoppiato lo scandalo Marrazzo sono costretta a pagare in contanti". I locali sono senza finestre e non hanno le condizioni di abitabilita'. "Non sono riconvertibili ad uso abitativo - ha spiegato il delegato del sindaco alla sicurezza Giorgio Ciardi - pertanto verificheremo se l'iter amministrativo per il condono e' stato regolare".
Al numero 96 di via Gradoli vive tuttora il transessuale brasiliano Natalie, testimone giudiziario del caso Marrazzo.

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