Geologi: 24 milioni di italiani in zone a rischio sismico

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Frane e alluvioni minacciano invece 1.260.000 edifici, oltre 6 mila scuole e 531 ospedali. E’ il quadro che emerge dal Rapporto sullo stato del territorio. Il costo del dissesto idrogeologico e dei terremoti in 60 anni è stato di 213 miliardi di euro

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Lo spettro del pericolo frane e alluvioni incombe su 6 milioni di italiani che vivono nei 29.500 chilometri quadrati ad alto rischio idrogeologico. Sono oltre 24 milioni i residenti in aree ad elevato rischio sismico di 725 Comuni, dove sussistono 27.920 scuole, 2.188 ospedali e oltre 6 milioni di edifici, residenziali e non. Frane e alluvioni minacciano poi 1.260.000 edifici, oltre 6.000 scuole e 531 ospedali. Questi i pericoli. Le certezze arrivano sui costi di dissesto idrogeologico e terremoti, che in 60 anni abbiamo pagato per 213 miliardi di euro.

E' questo il quadro "su cui occorre riflettere" emerso dal primo 'Rapporto sullo stato del territorio italiano' realizzato dal centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi (Cng), in collaborazione con il Cresme, presentato a Roma. Un rapporto che per il presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, Piero Antonio De Paola, evidenzia "una spesa ingente ma inefficace sia per la pianificazione non completa e che, quando c'è, viene elusa, che per la mancanza di un centro di coordinamento". "Uno sperpero di risorse su cui occorre voltare pagina", per la confederazione produttori agricoli (Copagri). I fondi contro il dissesto idrogeologico "sono intoccabili" perché destinati ad affrontare "una drammatica emergenza nazionale", ha detto da Cengio il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, ricordando il piano straordinario nazionale da 1,2 miliardi di euro che vede il raddoppio delle risorse grazie al supporto delle Regioni.

Tuttavia, secondo lo studio Cng-Cresme, della spesa totale per l'ambiente nel decennio 1999-2008, pari a 58 miliardi e 235 milioni di euro (0,7% della spesa complessiva) la parte del leone la fa la spesa per personale e acquisto di beni e servizi. Mentre il Ministero dell'Ambiente, sulla base dei Piani stralcio per l'assetto Idrogeologico (Pai), stima un fabbisogno di 40 miliardi per mettere in sicurezza idrogeologica l'intero territorio nazionale. "Un grande piano di prevenzione del rischio idrogeologico" è chiesto da Chiara Braga, responsabile delle Politiche per la difesa del territorio del Pd.

Priorità alla questione risorse, auspicata dai geologi. Anche perché "su questa allarmante realtà- ha sottolineato Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd - il governo Berlusconi ha ridotto a meno di un quinto gli stanziamenti già limitati e insufficienti che il governo Prodi aveva destinato alla prevenzione del territorio". A preoccupare i geologi è anche l'incremento demografico dovuto all'immigrazione nello scenario previsionale 2010-2019: è possibile stimare un ulteriore domanda di case, con valori che se a livello nazionale toccano il 4% di abitanti in più, con riferimento alle regioni del Nord-Est giungono addirittura al 7,9%. E i geologi ribadiscono quindi "l'assoluta necessità di messa in sicurezza di contesti territoriali fragili dal punto di vista geologico ma dinamici ed attrattivi dal punto di vista economico, come comuni montani del Nord e metropoli, Roma compresa. Complessivamente, circa il 30% della crescita demografica prevista nel prossimo decennio interesserà aree a rischio.

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