Tassista aggredito a Milano: altri due arresti

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Si sono costituiti spontaneamente i due complici dell'uomo che ha ridotto in coma Luca Massari, il 45enne "reo" di aver investito inavvertitamente un cane sfuggito ai padroni. L'accusa: concorso in tentato omicidio aggravato da futili motivi e crudeltà

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Indifferenza e omertà: il problema non è solo Milano.
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Per l'aggressione al taxista Luca Massari, il 45enne ridotto in coma dopo aver investito inavvertitamente un cane sfuggito ai suoi padroni perché senza guinzaglio, sono stati fermati nel pomeriggio di martedì 12 ottobre un uomo e una donna con l'accusa di concorso in tentato omicidio aggravato da futili motivi e dalla crudeltà. I due si sono costituiti spontaneamente.
Si tratta di Piero C., di 26 anni, fidanzato della padrona del cane, e Stefania C., 28 anni, fidanzata di Morris Michael Ciavarella, già in carcere per il pestaggio.
Fino ad ora Ciavarella era stato indicato come il fidanzato della proprietaria del cane. Lui è invece il fidanzato della sorella della proprietaria dell'animale.
Secondo l'accusa, tutti e tre hanno pestato il tassista con calci, pugni e ginocchiate. In particolare, a stendere per terra Massari è stata una ginocchiata in pieno volto.
Piero C., inoltre, è indagato per aver aggredito lunedì 11 ottobre un reporter mentre stava scattando foto all'auto di un testimone che era stata bruciata. Per l'incendio la procura ha aperto anche un'inchiesta a carico di ignoti.

L'aggressione - Quella subita domenica a Milano da Luca Massari è stata dunque un'aggressione feroce e di gruppo. Morris Michael Ciavarella, l'uomo finito in carcere a poche ore dai fatti, ha detto di aver picchiato il tassista perché gli aveva "fatto venire i nervi". Un fatto grave, su cui pesa anche il silenzio complice di molte persone che hanno assistito alla scena, ma si rifiutano di parlare con la polizia, contribuendo al clima di omertà che pare regnare nel quartiere "Antonini". Il luogo dove il tassista è stato ferito, largo Camillo Caccia Dominioni, è nei pressi dello Stadera, quartiere da sempre definito "difficile", una delle roccaforti della criminalità organizzata e di quella comune, alla periferia sud di Milano.

Il muro di silenzio - Il primo che ha osato rompere il muro di silenzio, raccontando agli inquirenti quello che aveva visto ha pagato: all'alba di lunedì ha trovato la sua auto distrutta dalle fiamme. Completamente bruciata. Un gesto questo, che per gli inquirenti è un avvertimento a scopo intimidatorio contro chi ha scelto di collaborare. E ancora lunedì un reporter che stava fotografando la macchina andata a fuoco in via Ghini è stato colpito con un bastone a un braccio. Il suo aggressore si è dileguato nel nulla mentre due giovani, di 21 e 24 anni, sono stati denunciati a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale: hanno reagito al tentativo della polizia di identificare il responsabile di quell'ennesimo gesto di prepotenza e i testimoni.

Le indagini - Intanto, le condizioni del tassista, ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli, restano molto preoccupanti, ma stazionarie: ha lesioni a milza e polmoni, i denti rotti e numerose contusioni al volto, un edema cerebrale ed è in coma farmacologico.
Condizioni che hanno spinto il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati ad andare a fargli visita. Dopo aver definito il fatto di "estrema gravità per le modalità con cui è avvenuto", il capo della Procura ha assicurato che l'indagine, coordinata dal pm Tiziana Siciliano, "verrà svolta con massima attenzione e serietà". Per Michael Ciavarella, 31 anni, con precedenti per lesioni, il pm ha chiesto la convalida dell'arresto per tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà. Sarà interrogato mercoledì mattina a San Vittore dal gip Maria Grazia Domanico.

De Corato: "Pesante clima mafioso" - "La gravissima notizia che alcuni testimoni dell'aggressione al povero tassista abbiano avuto la macchina bruciata e siano stati oggetto di pesanti minacce deve suonare da campanello d'allarme - ha detto il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato -. E dovrebbe determinare un'immediata risposta da parte dello Stato in quel quartiere, con la disposizione di un presidio fisso di polizia di Stato. Questo pesante clima mafioso di intimidazione è inaccettabile e va subito affermata la legge. Non si puó rimanere impassibili".
E intanto, al termine di un incontro tra i rappresentanti degli autisti e il vicesindaco De Corato, il Comune di Milano ha deciso di rifinanziare il bando per l'istallazione di telecamere per la videosorveglianza a bordo delle auto pubbliche.


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