Banchi di scuola, a Roma arrivano gli sponsor

Una scuola elementare romana dove i bambini devono portarsi gli sgabelli da casa
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Mentre in Puglia un'idea simile ancora fa discutere, in alcuni istituti del centro storico della Capitale sono in arrivo nuove suppellettili, con targhetta pubblicitaria dei privati che le hanno comprate: ristoranti, costruttori e anche un centro anziani

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Banchi griffati. Targhette di sponsor che fanno capolino tra un libro di geografia e un compasso. I privati fanno ufficialmente ingresso nella scuola pubblica. O almeno, in otto istituti del centro di Roma, dove dalla prossima settimana gli studenti prenderanno posto tra i banchi gentilmente offerti dal ristoratore, il costruttore o la cooperativa di turno. “Sponsor etici”, assicurano gli amministratori locali. Che hanno posto un veto: “Niente multinazionali”. Ma il dubbio in molti resta: non si corre il rischio che la pubblicità “inquini” quello che dovrebbe essere il tempio dell’educazione?

Se ne discute da una settimana nella provincia pugliese di Barletta Andria Trani, dove è stato lanciato un bando destinato a procurare sponsor privati alle scuole in allarme da carenza di suppellettili. Ma Roma anticipa tutti, annunciando che stanno già provvedendo a comprare arredi (e targhette pubblicitarie da incollarvi) sette imprenditori che si sono candidati ad aiutare alcune scuole del I Municipio, quello che include tutto il centro storico.

Si va dal bar-ristorante “Lo zio d’America”, ai supermercati Sir, dalla ditta di costruzioni Parnasi, al costruttore Antonelli, all’azienda di parcheggi Cam, fino a una cooperativa sociale. E anche un centro anziani ha voluto contribuire, devolvendo alle classi dei “nipotini” duemila euro dal suo fondo per viaggi di studio ed escursioni. Le scuole, tra cui la media Giuseppe Mazzini, la Carlo Cattaneo e l'Istituto comprensivo Regina Margherita, sfoggeranno sedie e banchi (regolabili, in modo da essere utilizzabili alle materne come alle medie) con annessa pubblicità, per un totale di 40 mila euro di suppellettili.

“All’inizio dell’anno la situazione era disastrosa: in alcuni istituti i bambini non sapevano dove sedersi e i fondi comunali erano insufficienti. Così ci siamo auto-organizzati”, spiega Orlando Corsetti (Pd), presidente del municipio capitolino. Il contributo degli sponsor, che Corsetti sottolinea essere “etici”, andrà a coprire il 40% delle esigenze degli arredi scolastici. E l’esperienza potrebbe essere replicata in altre zone della città e a questo punto, perché no, anche d’Italia.

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