Sarah Scazzi, lo zio: "L'ho uccisa e violentata"

Sarah Scazzi con la cugina Sabrina Misseri
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Michele Misseri, 57 anni, ha ammesso l'omicidio dopo 12 ore di interrogatorio. La famiglia della ragazza ha saputo del ritrovamento del cadavere in diretta tv. Il magistrato: "Il corpo è in pessime condizioni". La cugina Sabrina: "Mio padre deve pagare"

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L’ha uccisa lo zio Michele Misseri, strangolandola in un raptus. Il corpo di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana scomparsa il 26 agosto, è stato ritrovato ieri notte intorno all’1:45: era stato gettato in un pozzo pieno d’acqua in un podere di proprietà dello zio, a circa due chilometri dal paese nella zona tra Avetrana e Nardò. Il cadavere di Sarah è stato sepolto nella buca lo stesso giorno dell'omicidio che sarebbe avvenuto il 26 agosto nel garage attiguo all'abitazione. Il corpo è stato recuperato. "Era in pessime condizioni, irriconoscibile" ha detto il procuratore di Taranto in conferenza stampa. Michele Misseri, un contadino di 57 anni, è in stato di fermo di polizia giudiziaria. Al momento risulta indagato per sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere.  "Mio padre deve pagare per quello che ha fatto": così Sabrina Misseri, figlia di Michele e cugina di Sarah, ha risposto al citofono di casa ai giornalisti che volevano parlare con lei.

La confessione - Padre di Sabrina (la cugina con cui il 26 agosto Sarah Scazzi aveva appuntamento per andare al mare insieme), Misseri ha confessato nella tarda serata di ieri dopo quasi 12 ore di interrogatorio nella caserma dei carabinieri del comando provinciale di Taranto. Sarebbe crollato dopo aver ascoltato la registrazione di un'accesa discussione con la moglie e la figlia Sabrina, un'intercettazione ambientale realizzata dagli investigatori nell'abitazione dell'uomo. Insieme con lui in caserma erano arrivate, in mattinata, anche la moglie Cosima Spagnolo (sorella della mamma di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo) e la figlia maggiore Valentina, creatrice del profilo su Facebook con cui all’indomani della scomparsa cercava amici e testimoni per ritrovare la cugina.

Uccisa e violentata - "L'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta": avrebbe detto agli investigatori Michele Misseri, zio di Sara Scazzi e suo omicida. Sempre secondo le dichiarazioni dell'uomo, la ragazza sarebbe stata strangolata nel garage di casa Misseri. Prima di occultare il cadavere gettandolo in un pozzo, Misseri l'ha denudato e ha successivamente bruciato i vestiti.
L'interrogatorio dell'uomo è stato secretato dalla procura di Taranto, ma col passare delle ore emergono nuovi particolari sul suo contenuto. Michele Misseri avrebbe detto di aver agito da solo dopo che Sara aveva respinto le sue avance, fatto questo che la quindicenne pare avesse confidato alla cugina e amica, Sabrina, figlia di Michele Misseri. La ragazzina avrebbe cercato aiuto dalla cugina Sabrina, con la quale il 25 agosto, per questo motivo, avrebbe avuto un violento litigio. Misseri il giorno dopo avrebbe avvicinato ancora Sara nel garage della sua abitazione, in via Grazia Deledda, forse per costringerla a non rivelare le sue richieste. Durante la conversazione, in preda ad un raptus, ha strangolato la ragazzina.

La svolta nel cellulare - A dare una svolta alle indagine sembra sia stato proprio il cellulare di Sara, privo di batteria e scheda sim, che l’uomo aveva consegnato ai carabinieri il 29 settembre dicendo di averlo trovato tra le stoppie bruciate in un podere nel quale aveva lavorato per conto terzi. Voleva depistare gli investigatori, ma non c’è riuscito.
Secondo notizie ancora non confermate, sembra che sia stato lo stesso Misseri ad accompagnare, ieri notte, gli investigatori nel podere dove, in un pozzo artesiano colmo d’acqua, ha abbandonato il cadavere della nipotina. Il luogo non è lontano dall'uliveto nella contrada 'Tumani' dove lo zio aveva detto di aver ritrovato il cellulare di Sarah.

Qualcuno in famiglia sapeva - E' possibile che in famiglia avessero maturato sospetti su Michele Misseri in relazione con la scomparsa della piccola Sara. Lo si e' appreso da fonti investigative. Il riferimento è a un'intercettazione ambientale nella quale Sabrina Misseri, avrebbe detto durante un litigio con la propria madre: "Se l'è portata lui...". Una frase, si rileva, che potrebbe non indicare che Sabrina conoscesse come erano andate le cose, ma solo che potesse aver intuito qualcosa. Giovedì 7 ottobre, rispondendo ai giornalisti la figlia di Misseri e cugina di Sarah ha detto: "Mio padre deve pagare per quello che ha fatto".

La notizia in diretta tv - La madre di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, ha saputo della confessione di Misseri ieri sera in tv, durante il collegamento con la trasmissione di Rai3 "Chi l'ha visto": una volta arrivate le notizie sull'esito dell'interrogatorio ha preferito lasciare la diretta anche su consiglio dell'avvocato. Un fatto che ha scatenato accese polemiche anche in rete.

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