Sarah, 42 giorni di indagini, ipotesi e false piste

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Un rapimento, una fuga volontaria con qualcuno conosciuto su Facebook. Sono state battute tutte le strade per ritrovare la 15enne scomparsa da Avetrana. La svolta con il ritrovamento casuale del cellulare da parte dello zio

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E' durata 42 giorni la ricerca di Sarah Scazzi la studentessa quindicenne di Avetrana scomparsa nel nulla il 26 agosto scorso. Ecco tutte le tappe:

26 agosto - L'ultima traccia di Sarah Scazzi risale alle 14,30 quando chiama al telefonino la cugina Sabrina, in compagnia della quale sarebbe dovuta andare al mare, intanto percorre le poche centinaia di metri che dividono le abitazioni delle due cugine.

27 agosto - All'indomani della denuncia di scomparsa di Sarah da parte dei genitori, cominciano le ricerche dei carabinieri, orientate in tutte le direzioni, facendo conto sopratutto sulle tracce informatiche del telefonino della ragazza.

30 agosto - Le ricerche di Sarah si arricchiscono di appelli anche attraverso Internet ed i social Network, e la madre della ragazza teme un rapimento.

1 settembre - Su alcuni profili pubblicati in rete su Facebook gli investigatori scoprono alcuni messaggi, probabilmente "postati" da Sarah, nei quali la studentessa manifesterebbe l'intenzione di voler fuggire da Avetrana dove si sente oppressa.

5 settembre - Numerose segnalazioni della ragazza, in varie parti d'Italia e persino all'estero, vengono verificate dagli investigatori, intanto il volto della 15enne e' diffuso oltre che su Internet anche su manifesti affissi ovunque e pubblicati anche dai quotidiani.

8 settembre - Al vaglio degli inquirenti sono le deposizioni delle cugine di Sarah, di alcuni parenti ed amici della ragazzina, che nella comitiva era considerata, anche per i suoi 15 anni, la "mascotte" del gruppo.

10 settembre - Gli investigatori, supportati anche dagli specialisti inviati da Roma, interrogano nuovamente i parenti stretti di Sarah, e altri amici della ragazza, per accertare le voci di un litigio con una cugina, per motivi sentimentali.

29 settembre - Michele Misseri, zio di Sarah e padre di Sabrina, la 22enne con la quale Sabrina sarebbe dovuta andare in spiaggia il giorno della scomparsa, trova "casualmente" il telefonino della ragazzina, adagiato sui resti di sterpaglie in un uliveto nelle campagne alla periferia di Avetrana, ed avvisa i carabinieri.

6 ottobre - Nel corso di un interrogatorio fiume, Michele Misseri, crolla davanti ai magistrati che lo interrogano al Comando provinciale dei carabinieri, ed ammette le sue responsabilita', indicando il luogo dove ha nascosto il corpo.

7 ottobre - Poco prima delle 2, i Vigili del Fuoco recuperano alla luce delle fotoelettriche in pozzo in un podere di Michele Misseri, il corpo di Sarah.

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