Palermo: arrestato Di Fresco, superboss di Brancaccio

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L'uomo, 53 anni, latitante da 15, è stato preso nel suo appartamento in una via centrale della città. Quando gli agenti hanno fatto irruzione in casa ha tentato la fuga. GUARDA IL VIDEO

La squadra mobile di Palermo ha arrestato questa mattina, giovedì 7, il latitante di mafia Francesco Di Fresco, 53 anni. L'uomo era in un appartamento vicino all'ospedale Villa Sofia. Ad insospettire gli investigatori che da cinque mesi erano sulle sue tracce sono stati i movimenti della moglie Maria Grazia Bonura. E' stato proprio seguendo lei e i due figli che gli uomini della sezione Catturandi della Squadra mobile di Palermo sono riusciti ad arrivare all'uomo ricercato ormai da 15 anni per omicidio e sequestro di persona.

Quando ha visto gli agenti piombare nel suo appartamento, da mesi usato come covo, il boss ha cercato di scappare e nascondersi in una stanzetta, nascosta dietro un armadio e ricavata in un'intercapedine della casa. Il capomafia, però, non ha avuto il tempo di allontanarsi ed è finito in manette senza opporre resistenza.

Gli uomini della sezione Catturandi della Mobile di Palermo, dall'alba, erano appostati all'esterno dell'abitazione, in via Croce Rossa. Quando Giuseppe Di Fresco, il figlio del boss, latitante da 15 anni, è uscito per andare al lavoro, l'hanno fermato e gli hanno preso le chiavi di casa per entrare senza far rumore.

Nell'appartamento, oltre a Di Fresco, c'erano la moglie Maria Grazia Bonura e la figlia Federica. I familiari saranno denunciati per procurata inosservanza di pena (il favoreggiamento non è contestabile ai congiunti del ricercato): il boss infatti deve scontare una condanna definitiva all'ergastolo per omicidio e sequestro dei persona e si è reso latitante proprio dopo il verdetto.

Per gli investigatori Francesco Antonio Di Fresco, appartenente alla famiglia di Corso dei  Mille, è uno dei cinque latitanti più pericolosi a Palermo. Il suo nome era emerso nell'ambito di un troncone dell'inchiesta sulle "talpe alla dda", in cui è coinvolto anche il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro. Di Fresco, infatti, avrebbe preso parte a una riunione elettorale in un autosalone, alla presenza di diversi boss.


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