Cinesi morti a Prato, è scontro sul mancato lutto cittadino

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Il Comune ha optato per la bandiera a mezz'asta in segno di lutto per le tre donne annegate. L'assessore Milone a SkyTG24: "Si rischiava di creare un precedente per il futuro". Il presidente della Regione, Enrico Rossi dice: "Il sindaco ha sbagliato"

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È polemica a Prato per la mancata proclamazione del lutto cittadino da parte del Comune per la morte di tre donne cinesi, travolte da acqua e fango in un sottopassaggio durante gli allagamenti dei giorni scorsi in Toscana. Le vittime sono due sorelle e la figlia di una di queste. L'associazione Associna, che cura gli interessi degli orientali, ha criticato il sindaco di centrodestra Roberto Cenni, che però ha deciso di esporre dal municipio le bandiere a mezz'asta. L'assessore alla Sicurezza, Aldo Milano, ha dichiarato a SkyTG24: "In Giunta la questione è stata dibattuta, ma negli ultimi vent'anni non è mai stato proclamato il lutto cittadino. Eppure qui 10-15 anni fa sono morte due bimbe rom in un incendio. Si rishciava di creare un precedente per il futuro, nel momento in cui fosse successo un altro episodio anche per morti sul lavoro, avremmo dovuto fare altrettanto. La polemica mi sembra rientrata, c'è stata solo una strumentalizzazione politica".

Non è d'accordo il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: "Mi sembra che negare il lutto cittadino sia stato un errore", ha dichiarato ai microfoni di CNRmedia. "Non voglio assolutamente attribuire al sindaco comportamenti che abbiano a che fare con il razzismo - ha aggiunto Rossi -. Penso che ci sia stata una sottovalutazione. Di fronte agli errori è meglio chiedere scusa: se non lo fa il sindaco di Prato, lo faccio io e me ne assumo la responsabilità".

La polemica di Prato è partita da esponenti della comunità cinese. "Ritengo un peccato non concedere il lutto cittadino ma da questa amministrazione non riesco ad attendermi granché", ha dichiarato a Notiziediprato.it Marco Wong, presidente onorario di Associna. "Se dovesse essere confermato il no - ha detto Matteo Ye, interprete della comunità orientale - la parola integrazione potrà cancellarsi dal dizionario". E ancora Ye: "I sottopassi devono avere massima sicurezza. Queste tragedie non devono avvenire in un Paese come l'Italia, sono episodi da luoghi arretrati. È una cosa vergognosa".

Il sindaco Cenni, che ha telefonato ai familiari delle vittime per esprimere vicinanza e cordoglio e ha scritto a console e ambasciatore della Cina in Italia, ha spiegato che "non è stato proclamato il lutto cittadino perché negli ultimi decenni il Comune non lo ha mai indetto, anche per altri fatti tragici che hanno colpito la città". Comunque, dopo una riunione di giunta Cenni ha comunicato che "per testimoniare vicinanza e solidarietà saranno esposte bandiere a mezz'asta sul municipio giovedi' prossimo, giorno di consiglio". E sempre Cenni: "Per il rispetto che si deve al dolore dei familiari, respingo ogni strumentalizzazione politica".

A Prato la tragedia si è compiuta nella notte tra il 4 e 5 ottobre. Una piccola vettura, una Lancia Y, con tre donne cinesi, imbocca il sottopasso ferroviario di via Ciulli, zona di Galciana. La strada è allagata e sotto il ponte della ferrovia l'auto va in panne e si blocca. Due di loro, le sorelle Donglan Wang, 42 anni, e Jilan Wang, 50 anni, escono per mettersi in salvo. Forse fanno in tempo a chiamare col cellulare un parente, avvisandolo dell'imprevisto. Un'altra parente avvisa del ritardo il marito di una delle vittime: l'uomo rifarà il tragitto e troverà i loro corpi annegati. Dentro l'auto è affogata anche la figlia di una delle due, Chengwei, 34 anni.

Gli abitanti di via Ciulli vicini al sottopasso hanno detto di aver sentito grida di aiuto. La gente era in strada perché un torrente aveva tracimato allagando la via, cantine e garage. Al sottopasso c'erano automobilisti che facevano marcia indietro. Più tardi diventerà chiaro che l'acqua lo aveva colmato e che forse era andata in tilt la pompa idrovora di emergenza che non ce l'ha fatta a scaricare l'acqua in un canale laterale, che poi ha tracimato. L'ondata ha fatto salire il livello a 5 metri di altezza, al pari della ferrovia. Mentre le tre cinesi non hanno avuto scampo, è riuscito a salvarsi un altro automobilista cinese in transito. La procura di Prato ha disposto il sequestro del sottopasso e dell'auto delle vittime.


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