Buccinasco, il campo Sinti che piace a (quasi) tutti

Il campo Sinti di Buccinasco
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In 25 anni l'area abitata dalla comunità sinta ha avuto l'appoggio delle amministrazioni di centrodestra e centrosinistra ma non si è mai arrivati alla regolarizzazione delle case. Adesso la Lega annuncia battaglia e chiede lo sgombero dell'area

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Destra o sinistra non fa differenza. Dal 1995 a oggi il campo Sinti di Buccinasco ha potuto contare sull'aiuto delle varie amministrazioni. Un aiuto che però non si è mai concretizzato nella regolarizzazione delle case dove vivono le 20 famiglie.

I sinti sono presenti a Buccinasco fin dai primi anni 80. Nel 1995 la giunta guidata da Guido Lanati (centrodestra) compie il primo intervento assegnando il terreno in uso alle famiglie che nei successivi dieci anni si occupano di ripulire l'area e costruire le prime casette in legno. L'assessore competente di allora è l'unico esponente della Lega Nord attualmente presente in Consiglio comunale.

Nel 2005 il sindaco di centrosinistra Maurizio Carbonera stipula un contratto decennale con ciascuna famiglia per l'assegnazione delle piazzole. Al campo viene dato lo status di "campeggio" e grazie anche ai finanziamenti della Provincia l'area viene resa abitabile con acqua e fognature.

Quattro anni dopo il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, commissario straordinario per l'emergenza nomadi stanzia 100 mila euro del fondo del Ministero degli Interni per il completamento dei lavori. Sulla regolarizzazione delle case la parola spetta adesso alla Provincia che dovrebbe prevedere una deroga ai vincoli paesaggistici del Parco Agricolo Sud all'interno del quale il campo rientra.

Sulla vicenda è intervenuto lo scorso luglio Fabrizio Cecchetti, consigliere regionale della Lega Nord, che ha presentato una interrogazione al Pirellone chiedendo l'abolizione delle case: "L'accampamento dei Sinti è causa di problemi e disagi per i residenti delle zone limitrofe". Ma per trovare le abitazioni più vicine bisogna spingersi per qualche chilometro verso l'interno, lì dove abita Loris Cereda, sindaco di Buccinasco. "Il nostro è un modello di integrazione da imitare", spiega il primo cittadino eletto nel 2007 tra le fila del Pdl. "Ci sono due modi per affrontare un problema del genere - spiega Cereda - O lo si gestisce o lo si elimina con metodi nazisti. E poi parlare di sgombero vuol dire non conoscere i problemi di un'amministrazione locale. Sopstare la comunità Sinta avrebbe dei costi non indifferenti".

"Tolleranza zero" è il messaggio di Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza che precisa: "L'ultima parola spetta al prefetto ma non è ammissibile che si costruiscano case in questo modo. So bene che a Buccinasco non abbiamo a che fare con delinquenti ma permettere la regolarizzazione vorrebbe dire concedere privilegi".

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