Caso Cucchi, chiesta una nuova perizia

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano
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Secondo il legale della famiglia non sono ancora state accertate le cause della morte. Intanto il Comune di Roma è stato ammesso come parte civile

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Una nuova perizia per verificare se le lesioni provocate dal presunto pestaggio avvenuto nel tribunale di Roma abbia provocato la morte di Stefano Cucchi, il geometra romano deceduto nell'ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre del 2009, una settimana dopo il suo arresto per detenzione di droga. E' stata chiesta oggi dai familiari del giovane al gip Rosalba Liso al vaglio della quale c'è la richiesta di rinvio a giudizio di nove tra agenti di polizia penitenziaria e medici dell'ospedale romano. Il magistrato si è riservato di decidere sulla richiesta basata sul convincimento dei familiari che nella vicenda debba essere contestato l'omicidio preterintenzionale e da tenersi tramite incidente probatorio. Lo stesso gip, che oggi ha ammesso come parte civile il Comune di Roma nel corso della seconda udienza, ha fissato altre due udienze, oltre a quelle già programmate per il 19 e 26 ottobre prossimi: si terranno rispettivamente il 9 e il 30 ottobre.

L'avvocato della famiglia Cucchi giustifica così la sua richiesta: "La consulenza Arbarello fa acqua da tutte le parti, è contraddittoria e assolutamente non aderente alla realtà di ciò che è accaduto dal punto di vista scientifico"."La perizia Arbarello - prosegue - non individua la causa della morte. Noi riteniamo che la nostra consulenza fatta da quattro professionisti di uguale elevata professionalità sia tranciante e completamente opposta rispetto a quella Arbarello. I nostri consulenti fanno iniziare la sequenza causale che ha portato la morte di Stefano dal trauma che hanno subito la colonna vertebrale e il coccige".

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