Sarah Scazzi, c'è chi cerca di depistare le indagini

Sarah Scazzi posa insieme alla cugina, Sabrina Misseri
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Il cellulare della 15enne di Avetrana svanita il 26 agosto sarebbe stato messo nel podere per sviare gli inquirenti. Intanto si stringe il cerchio dei sospettati della sparizione della ragazza

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Il cellulare di Sara Scazzi, ritrovato dallo zio Michele Misseri il 28 settembre, sarebbe stato poggiato sul terreno qualche ora prima del ritrovamento per far depistare le indagini e far concentrare i sospetti su Misseri, padre di Sabrina, la cugina che Sara avrebbe dovuto raggiungere il giorno della scomparsa per andare al mare.
Gli inquirenti ne sono sempre più convinti: il telefonino, privo all'apparenza di macchie di terra e senza ammaccature, è all'esame dei Ris di Roma che stanno cercando di stabilire da quanto tempo il telefonino sia stato lasciato nel podere dove Misseri lo ha trovato.

Pur non escludendo altre ipotesi, gli investigatori pare stiano maturando la convinzione che Sara Scazzi, la 15enne di Avetrana scomparsa il 26 agosto mentre raggiungeva a piedi la casa della cugina Sabrina Misseri per andare al mare, sia stata rapita o si sia allontanata con qualcuno che conosceva bene.
Sara usciva spesso con Sabrina e la sua compagnia, tutta composta di ragazzi più grandi di lei. Qualcuno - questa l'ipotesi degli inquirenti - potrebbe essersi invaghito della ragazzina, averle offerto un passaggio e potrebbe essere stato colpo da un raptus.

Intanto proseguono le ricerche dei carabinieri tra le campagne di Lecce e Taranto. Sembra che gli investigatori abbiano ristretto la cerchia dei sospettati e che stiano seguendo una pista precisa.

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