Scuola, banchi sponsorizzati contro la crisi

A Barletta i banchi cercano sponsor
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A causa della mancanza di fondi la provincia di Barletta, Andria e Trani offre alle aziende spazi pubblicitari negli edifici scolastici. 70 euro per mettere il proprio nome

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Altro che Sole delle Alpi ad Adro. Sui banchi e nelle scuole della provincia di Barletta, Andria e Trani dal prossimo anno potrebbero apparire i nomi e i loghi di aziende e attività commerciali. Per trovare una risposta alla mancanza di fondi, infatti, l'assessore all'istruzione ha deciso di offrire spazi pubblicitari sui suppellettili scolastici agli sponsor. In cambio del denaro le aziende potranno pubblicizzare la propria attività su una placca sistemata sugli arredi. 70 euro per ogni placca.

"E' una idea che abbiamo valutato dal punto di vista tecnico-giuridico e l'abbiamo ritenuta fattibile. Esistevano tutte le condizioni perché questo potesse avvenire" dice l'assessore Pompeo Camero, eletto nella lista di centrodestra La Puglia prima di tutti.

Ci è sembrato opportuno - continua l'assessore - in una fase in cui stavamo valutando un po' tutte le richieste che ci erano arrivate da parte dei dirigenti scolastici i quali, nel frattempo, avevano i nuovi dati relativi alle iscrizioni delle prime classi. Sono state queste a mandarci un po' fuori programmazione. Così, ci siamo dovuti inventare qualcosa e attraverso il pubblico incanto siamo arrivati a definire il costo di banchi e sedie".

Riguardo alla fattibilità dell'iniziativa, Camero precisa che "è una idea compatibile con la pubblica amministrazione in una visione moderna della stessa. Sicuramente non ci saranno controindicazioni". "Piuttosto - insiste - non deve passare in secondo piano l'attenzione che noi tutti dobbiamo alla scuola. Dovremmo rimetterla al centro degli interessi della nostra società. La scuola non è un incidente di percorso per le famiglie e deve poterle coinvolgere in modo diretto. E quale occasione migliore di potersi sponsorizzare un banco? Ma in questa fase ci rivolgiamo alle aziende".

"Sono un padre anche io e spero di lasciare il segno alle nuove generazioni. Rispetto a loro - conclude - mi ritengo fortunato perché mi sono collocato bene e ho avuto una scuola accettabile. Qui c'è il rischio serissimo che il piano dell'offerta formativa possa degradare proprio perche' i soldi sono sempre di meno in tutta la filiera della pubblica amministrazione, quindi nella pubblica istruzione".

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