Casa An, i legali di Tulliani: mail non prova la proprietà

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"La lettera pubblicata dal quotidiano l'Avanti non è una prova contro il nostro assistito". Pronta la replica del direttore del giornale Lavitola, che annuncia querela nei confronti dell'avvocato Stefano Ellero che ha parlato di "patacca"

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E' sempre più rovente il clima attorno all'affaire monegasco. E dopo un susseguirsi di voci, smentite e scoop, arriva una dura presa di posizione degli avvocati di Giancarlo Tulliani che non sono affatto convinti che la famosa mail pubblicata sul quotidiano l'Avanti sia una prova contro il loro assistito.
Pronta la replica del direttore del quotidiano, Valter Lavitola che definisce un 'clamoroso autogol' la nota dei legali e annuncia querela nei confronti dell'avvocato Stefano Ellero, che ha dato della "patacca" alla famosa mail. E sulla vicenda legata all'appartamento di Boulevard Princesse Charlotte, come scrivono alcuni quotidiani, la prossima mossa potrebbe spettare proprio al diretto interessato, Giancarlo Tulliani che starebbe decidendo in queste ore se lasciare o meno la casa di Montecarlo.

"Non si evince in alcun modo che il signor Gian Carlo Tulliani sia il proprietario del noto appartamento monegasco", affermano in una nota gli avvocati di Tulliani Carlo e Adriano Izzo. Ma non solo. "In merito alla e-mail pubblicata sul quotidiano l'Avanti e ripresa dalla stampa nazionale - scrivono ancora i legali - ferme restando tutte le perplessità sulla riferibilità della stessa all'apparente mittente, Sig. James Walfenzao, rilevano che dal contenuto della stessa mail non si evince in alcun modo che il signor Gian Carlo Tulliani sia il proprietario del noto appartamento monegasco, essendo egli 'cliente' della Timara LTD soltanto in ragione della sua accertata qualità di conduttore della suddetta unità immobiliare".
"Suggerisco ai legali che assistono il sig. Tulliani, e ai loro colleghi di chiara fame che assistono il cognato - replica Lavitola - di chiedere un parere anche ad un praticante avvocato di common law (diritto anglosassone) per capire il clamoroso autogol che hanno fatto rilasciando quella dichiarazione. In ogni caso, per amor di carità se vogliono, glielo spiego io sulle colonne de l'Avanti!".

Ma la mail non convince neanche Renato Ellero, l'avvocato vicentino, ex Lega Nord, che sostiene di essere il legale del proprietario dell'abitazione del Principato. "Sono certo che si tratta di una patacca - dice in una intervista al Giornale di Vicenza - Che sia stata prodotta ad hoc o che sia stata spedita, in accordo con qualcuno sui contenuti, non lo so". Per Ellero, "basta leggere quello che c'è scritto per capire che l'operazione che viene descritta è inverosimile. Poi i tre personaggi glieli raccomando". Ellero ribadisce poi, per la seconda volta, che la Timara è del suo misterioso assistito e non di Tulliani.

"Se l'avvocato Ellero - e' la controreplica di Lavitola - assiste davvero questo fantomatico cliente, e se questo era già proprietario della società prima della mail del 6 agosto 2010, sarebbe utile convincesse il suo cliente a darne prova documentale. In ogni caso ho dato disposizione al mio avvocato di agire contro Ellero". Infine, dubbi sulla vicenda sono stati avanzati anche dall'ex consulente di diverse procure italiane Gioacchino Genchi durante la trasmissione In mezz'ora di Lucia Annunziata. "Lavitola ha agito certamente su mandato di qualcuno", dice Genchi affermando di aver trovato, nel corso delle sue indagini passate, tracce di "contatti" tra il direttore del l'Avanti e i servizi segreti. "Stiamo attenti a non ingigantire un personaggio che potrebbe anche diventare un capro espiatorio -aggiunge- anche se è stato lui stesso ad ammettere un suo coinvolgimento" nella vicenda della casa di An a Montecarlo. Ed è indubbio, aggiunge, che "a Santa Lucia Lavitola ha avuto delle entrature" visto che "il valente ministro della Giustizia è riuscito a fare in tre giorni quello che il ministro Alfano non è riuscito a fare in tre anni" per Berlusconi.

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