Nuova P3: Angelo Martino fa il nome di Gianni Letta

gianni letta
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Secondo l'ex assessore napoletano il sottosegretario sarebbe intervenuto per risolvere la questione degli aerei di stato verso la Sardegna. Ma Letta smentisce

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Arcangelo Martino, l'ex assessore comunale di Napoli, al centro dell'inchiesta sulla cosidetta P3 continua a parlare ai Pm della Procura di Roma. E dopo aver raccontato che il Cesare delle intercettazioni sarebbe Silvio Berlusconi, ora tira in ballo altri esponenti del Pdl. Flavio Carboni, il faccendiere sardo arrestato nell'ambito della stessa inchiesta, sosteneva di parlare a nome di Marcello dell'Utri e Denis Verdini. Martino ribadisce il concetto: "Carboni era come un punto di riferimento, parlava a nome di Dell'Utri, per lui diceva: 'Io collaboro e quindi queste cose' e lui faceva questo di raccordo".

Continuando a rispondere ai pubblici ministeri che lo interrogano, l'ex esponente del partito socialista a Napoli, riferisce sulla vicenda Mondadori. Martino afferma che se ne parlò anche a casa del coordinatore del Pdl, Denis Verdini. "In due occasioni - si legge nel verbale - una si riferiva a una colazione, che poi non è mai stata una colazione, perché era il tempo di un caffe' in verità, intorno a mezzogiorno. In quella occasione si trovò anche Ugo Cappellacci (governatore della Sardegna) che stava già lì, stava con delle altre persone che parlava con Verdini".

L'intervento di Gianni Letta
- Nella sua deposizione Arcangelo Martino tira anche in ballo Gianni Letta. Secondo l'ex consigliere comunale ad avere un rapporto privilegiato con il sottosegretario era l'ex giudice tributario Pasquale Lombardi. "Un giorno Lombardi mi disse: 'Io ho fatto un grande favore anche a Gianni Letta"'. L'intervento di Lombardi, secondo le parole dell'ex assessore comunale di Napoli, è legato ad una "iniziativa del Tribunale di ministri su Berlusconi, perché Berlusconi - si legge nel verbale di interrogatorio - utilizzava gli aerei per andare in Sardegna, non so, portando persone a bordo, cioè fu aperta un'inchiesta su questo e lui (dice riferendosi a Lombardi) disse che questa cosa gli fu chiesta da Gianni Letta e che lui avesse fatto questo favore e che Gianni Letta gli era debitore di questo fatto e che lui aveva risolto questo fatto attraverso il dottor Farnioli o Forniali".

Il procuratore aggiunto Giancarlo Cataldo a questo punto chiede: "In che modo lo aveva risolto?". Martino risponde: "Chiedendogli di risolvere questo problema perché c'era un processo in atto presso il Tribunale dei ministri, lui parlando con questo Fornioli (si riferisce a Giovanni Farnioli, ex presidente del Tribunale dei ministri) disse: 'Io gli ho risolto questo problema a Gianni Letta, lui mi deve dare l'incarico. Mi deve dare qua, mi deve dare la". Io le riporto quello che so".

Martino, nel corso dell'interrogatorio, ritorna sul rapporto tra Lombardi e Letta. "Come vi ho detto - dice al pm - lui andava molto frequentemente da Letta in maniera molto determinata dicendo che Gianni Letta gli doveva, era debitore con lui, per tanti favori fatti, quindi non doveva sempre rompere, gli doveva dare qualcosa e il qualcosa in termine di incarico".

La smentita di Letta
- Il sottosegretario alla presidenza del consiglio smentisce seccamente: "Leggo con stupore e non credo ai miei occhi per quello che leggo. Non ho mai parlato con Lombardi ne' con altri di voli di Stato e meno che mai di processi relativi a questi. Non riesco a capire come si possa imbastire una storia di questo tipo su qualcosa non di falso ma di addirittura inventato".


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