Cei, ferme le retribuzioni dei sacerdoti italiani

Il segretario generale della Cei Mariano Crociata
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La Conferenza Episcopale ha deciso di lasciare a 900 euro al mese lo stipendio del clero. Monsignor Crociata smentisce che sia causato da una diminuzione dei versamenti dell'8 per mille

Restano ancorate agli attuali livelli (circa 900 euro per 12 mensilità) le retribuzioni dei sacerdoti italiani. "Per il secondo anno consecutivo - infatti - il Consiglio Episcopale Permanente ha deciso di non ritoccare il valore monetario del punto in base al quale si calcola la remunerazione del clero", rinunciando così ad adeguarlo al tasso di inflazione. "E' un gesto concreto chiesto a vescovi e sacerdoti, come segno di solidarietà e condivisione con tanti cittadini che pagano le conseguenze del perdurare della crisi economica", ha affermato il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, che rispondendo ai giornalisti ha tenuto a chiarire oggi che, contrariamente a quanto affermato da alcuni media "non siamo in presenza di un abbassamento delle entrate derivanti dall'8 per mille".

"Questo dato - ha spiegato - non ci risulta. Negli anni che verranno verificheremo cosa gli italiani decidono, perché sono loro a decidere: con questo sistema siamo in presenza di una modalità apprezzata e condivisa". "Da parte nostra - ha continuato il presule - nutriamo fiducia perché al di là di tutte le vicissitudini vediamo che i fedeli sanno valutare che cosa è veramente la Chiesa e quanto bene fa, pur con i limiti tristissimi di qualche suo rappresentante". Intanto, recita il comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente, "un'attenzione specifica è stata posta al rilancio delle offerte liberali per il sostentamento dei sacerdoti (che libera le risorse dell'otto per mille rendendole disponibili in misur ancora maggiore dell'attuale per le iniziative di carità in Italia e all'estero, ndr), il cui progetto sarà illustrato nel dettaglio in occasione della prossima assemblea generale. Accanto alle forme tradizionali di raccolta, si intende promuoverne la diffusione nelle parrocchie, ricorrendo anche ai canali Internet e della telefonia mobile".

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