Parmalat: la procura di Milano chiede l'arresto di Tanzi

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Il procuratore teme il pericolo di reiterazione del reato e di fuga. L'ex patron del gruppo di Parma è stato già condannato in secondo grado a 10 anni

La procura di Milano chiede l'arresto di Calisto Tanzi. La richiesta risale alle settimane scorse, ma se ne è avuta notizia soltanto oggi. A inoltrarla era stata la Procura generale di Milano dopo che l'ex patron di Parmalat era stato condannato in secondo grado a dieci anni di carcere con l'accusa di aggiotaggio. La richiesta era stata respinta dalla Corte d'Appello del capoluogo lombardo, ma la Procura generale, affiancata dal pm di primo grado, Eugenio Fusco, aveva fatto ricorso al Tribunale del Riesame, davanti al quale oggi si è svolta un'udienza. Fusco ha ribadito la sua convinzione che l'imprenditore vada arrestato in considerazione del pericolo di fuga e di quello di reiterazione del reato.

Il pericolo di fuga viene motivato con la circostanza che la sentenza definitiva è vicina e il rischio prescrizione, pur se presente, non è certo. Inoltre, il pericolo di reiterazione del reato viene giustificato alla luce della sottrazione dei quadri effettuata dall'ex patron di Collecchio nei mesi scorsi. Non viene fatto cenno invece alle nuove attività intraprese da Tanzi in ambito imprenditoriale. La richiesta di arresto fu inoltrata dalla Pocura Generale dopo il deposito delle motivazioni della condanna in appello pronunciata il 19 maggio scorso, mentre il ricorso dell'accusa, dopo la bocciatura da parte della Corte d'Appello, risale alla fine di luglio. I giudici del Riesame, che oggi si sono riservati, prenderanno unadecisione nei prossimi giorni.

Ascolta le parole di Giampiero Biancolella, legale di Tanzi


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