Palermo, un neonato muore in sala parto

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I genitori del bimbo denunciano la clinica Candela e accusano i medici di negligenza. La Procura del capoluogo siciliano ha aperto un'inchiesta e disposto l'autopsia sul corpo del piccolo

Un'altra inchiesta della magistratura, dopo i recenti casi di Messina , dovrà fare luce su un parto finito in tragedia.
E' successo a Palermo, nella clinica Candela. Una coppia di coniugi ha denunciato i medici per la morte del loro primogenito venuto alla luce nella mattinata di domenica 26 settembre.
Secondo i genitori, Samuela Lo Re e Francesco Conigliano entrambi di 29 anni, il bimbo sarebbe morto per la "negligenza di medici e infermieri della clinica". I dirigenti dell'ospedale Candela, però, "pur rispettando il dolore dei familiari" escludono qualsiasi responsabilità dei medici.
La Procura di Palermo, intanto, ha aperto un'inchiesta coordinata dal pm Maria Forti che ha già disposto l'autopsia sul corpo del bimbo.

Per i familiari della donna, che aveva chiesto di essere sottoposta a un parto cesareo, la gravidanza è stata regolare e il bambino era sano.
La Direzione sanitaria della clinica Candela sottolinea di "avere autonomamente richiesto accertamenti medici sul decesso", prima ancora della presentazione della denuncia e rileva che "non c'era alcun presupposto per eseguire il parto cesaro".
Secondo quanto il padre del bimbo ha raccontato alla sorella della moglie, inoltre, nessun infermiere sarebbe stato presente in pianta stabile in sala parto: medici e sanitari sarebbero entrati e usciti in continuazione. Ma la Direzione sanitaria smentisce questa versione dei fatti.

Ascoltate le dichiarazioni del primario anestesista della clinica Candela di Palermo


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